La notte non fa più paura

in Appunti cinefili di

L’Italia è, da sempre, un territorio soggetto a sciami sismici. Chiunque abiti nella penisola, specialmente nelle zone centrali, ha sentito, almeno una volta, una scossa di terremoto. Fortunatamente non tutti coloro che le hanno sentite hanno storie tragiche da raccontare, per la maggior parte della popolazione hanno rappresentato solo una fonte di spavento, spavento che nel giro di pochi giorni è andato scemando fino a diventare solo un brutto ricordo. Alcuni però, i più vicine ai vari epicentri di questi terremoti, non sono stati altrettanto fortunati.

Il film di cui voglio parlare oggi riguarda proprio uno di questi terremoti, quello del maggio 2012 dell’Emilia, da molti detto il terremoto delle Fabbriche, dal momento che la maggior parte delle vittime furono operai.  Scritta dal regista Marco Cassini e dagli attori Walter Cordopatri e Stefano Muroni, la pellicola segue le vicende di un gruppo di operai costretto a lavorare, nonostante le continue scosse di terremoto, per rispettare le scadenze e non far fallire la fabbrica. Dopo una presentazione dei protagonisti, un operaio del sud da poco trasferitosi in Emilia con la moglie, due operai emiliani e l’imprenditore che gestisce la fabbrica, assistiamo alla prima scossa. Questa arriva improvvisamente, senza alcun avvertimento per lo spettatore, così come non ci furono avvertimenti per le persone che, quel 20 maggio, erano a letto a dormire. Da questo punto si può notare un crescendo di tensione e paura che esploderà con la rappresentazione della scossa del 29 maggio.

Durante le scene del terremoto è evidente il grande lavoro della regia.  In quei momenti il film si ritrova ad essere a metà tra un drammatico ed un vero e proprio horror, senza mai scadere nell’esagerazione o in inutili jumpscare. La paura è reale, è quella che si prova quando la terra trema sotto i piedi e non ci si sente più al sicuro nemmeno nella propria casa. E’ evidente che il regista, originario di Teramo, in Abruzzo, sappia ciò che si prova in questi momenti e che non è necessario aggiungere nulla, essendo i fatti stessi terrificanti, come chiunque si sia ritrovato in queste situazioni può confermare.

Il film è frutto di un lavoro enorme, sia in fase di preproduzione che in fase di distribuzione. L’opera è stata girata totalmente in Emilia, nelle zone terremotate, con un budget limitatissimo, e la sceneggiatura è basata quasi interamente sul gran numero di testimonianze raccolte dagli sceneggiatori, grazie all’apporto del comitato “Vite scosse”, nato nel 2014 ad opera delle famiglie delle vittime di eventi sismici. Non sorprende quindi che la pellicola sia stata soprannominata “Il Film della gente”.  La dimensione corale ed universalistica di questo lavoro è tangibile, ed è palese che, nonostante l’ambientazione, il film voglia rappresentare l’esperienza di tutti coloro che si sono ritrovati colpiti da un terremoto.

Il lavoro di Cassini, Cordopatri e Muroni è stato presentato al festival di Roma e proiettato alla camera dei deputati. Importanti riconoscimenti sono arrivati durante il Social World Film Festival nel luglio 2016 a Sorrento, dove è stato premiato per la Regia e la Sceneggiatura e ha ricevuto la Menzione della Giuria di Qualità. Purtroppo non ha conosciuto una distribuzione su larga scala, come avrebbe meritato, ma ogni proiezione è andata Sold Out, dimostrando la capacità del pubblico italiano di apprezzare la qualità di un buon prodotto nonostante la mancanza di grandi nomi o di una imponente campagna pubblicitaria.

La Notte non fa più paura è la prova che il cinema italiano è capace di sfornare piccole perle, senza bisogno di andare a ricopiare lo stile delle pellicole di Hollywood e senza bisogno di grandi budget, ma semplicemente con una grande forza di volontà e tanta, tanta passione.

Sono appassionato di cinema, letteratura e politica. In poche parole non mi piace uscire ma detto così pareva meno brutto.

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