Democrazia (in)diretta

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L’hanno lodato davanti a tutti. Per loro è la macchina perfetta. Il percorso democratico “bello, bello, bello”: Rousseau, il portale della democrazia diretta.

Nata dalla necessità di fornire un metodo alternativo alla democrazia rappresentativa, considerata corrotta ed errata, la democrazia diretta è un’idea proposta da Jean-Jaques Rousseau; essa prevede un popolo costantemente impegnato nella dimensione della polis, immerso nella realtà pubblica, dove l’unico scopo del cittadino è appunto quello di promulgare le leggi e di fare politica. Il Movimento 5 Stelle si è impadronito di quest’idea, dando vita al proprio portale chiamato – appunto – Rousseau, una pagina web dove gli iscritti al MoVimento possono votare le proposte di legge pentastellate.

Nelle cronache di alcune settimane fa abbiamo potuto infatti leggere i primi stralci del programma di relazioni internazionali che i grillini intendono attuare: sovranità nazionale, smantellamento della Troika e ripudio della guerra sono tutti punti del loro programma sugli affari esteri; il compito degli elettori? Segnalare quali sono le loro priorità in quella che più che una votazione è un sondaggio.

Chiamati a votare, i militanti grillini hanno dunque selezionato tre priorità fra quelle proposte dal MoVimento di Grillo: le idee che hanno ricevuto più voti diventeranno i punti cardine della politica estera di un eventuale governo a 5 Stelle, oltre che delle bandiere da sventolare in campagna elettorale. Di seguito le politiche da attuare in ordine di voto.

  • Contrasto ai trattati internazionali come TTIP e CETA 14.431
  • Sovranità e indipendenza 10.693
  • Un’Europa senza austerità 8.529
  • Ripudio della guerra 6.814
  • Smantellamento della Troika 6.589
  • Disarmo come premessa alla pace 5.548
  • Russia: un partner economico e strategico contro il terrorismo 5.324
  • Riformare la NATO 4.547
  • Risoluzione dei conflitti in Medio Oriente 4.219
  • Nuovi scenari di alleanze per l’Italia 3.197

Una serie di punti, di opzioni, per la maggior parte di origine sovranista, forzate in gola agli elettori, ben contenti di ingerire qualcosa che parli alla loro pancia. Dove sono i voti degli elettori che a suo tempo avevano votato per entrare in ALDE, il partito europeo più liberale del parlamento di Bruxelles? Dove sono le opzioni per i più progressisti, che cercavano di entrare sotto l’ala protettiva di Guy Verhofstadt?

Inoltre, se andiamo ad esaminare il numero di votanti – 23.481, certificati dalla piattaforma stessa – ci rendiamo conto che essi non rappresentano che un misero 17% dei circa 135mila iscritti: un’affluenza che farebbe rabbrividire i candidati alle primarie del PD, che con lo spettro della scarsa affluenza ci hanno dovuto convivere fino al giorno delle elezioni. Qualcuno dirà che loro sono gli unici a fornire questo strumento, e come tali sono intoccabili: vi rispondo che è vero, che sono gli unici, ma che la loro idea di democrazia diretta non è che l’ennesimo vaso vuoto, privo di valori, pronto ad essere venduto al miglior offerente che non ha idea di cosa possa contenere: niente.

Hanno svuotato un filosofo e le sue teorie dei valori di democrazia e di libertà, proponendo invece l’ennesima risposta ad un elettorato che non vuole altro che sentirsi parlare alla pancia, affamati di slogan e di false soluzioni. Il programma esteri, così come la vicenda Cassimatis e quella di tutti gli altri candidati scelti dalla dirigenza del non-partito continuano a sbatterci la verità in faccia: quella dei grillini non è democrazia.

Se scavi in profondità, se arrivi davvero in fondo, se provi ad ascoltare anche solo con un orecchio, tutti hanno qualcosa da dire. Forse anche io.

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