Signor Vegano mi lasci mangiare

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È terribilmente difficile scrivere riguardo al veganesimo e a tutte le sue moderne derive pseudo-violente. Se c’è un aspetto peculiare del nostro secolo è la tendenza ad assolutizzare ogni concetto fino a renderlo una fede. Il vegetarianesimo e il veganesimo, sono i più lampanti esempi.

Vegetar…vegan…fruttar…aereosoliani

Se il vegetarianesimo nasce da scelte religiose (si veda la cultura indiana) o da scelte salutiste (per quanto la scienza medica ancora non si sia pronunciata univocamente sui reali benefici di una dieta priva di carne), il veganesimo nasce nel 1944 come variante radicale del primo. Alla base del pensiero Vegan c’è la teoria antispecista che porta coloro i quali l’abbracciano ad eliminare ogni distinzione tra i diritti animali e i diritti umani (qualcuno è arrivato a paragonare i Lager nazisti agliallevamenti bovini…). Da questo scisma originale sono nate migliaia di piccole correnti sempre più settarie e ai limiti della ragione, dai fruttariani (mitiche figure che si cibano unicamente di macedonia 365 giorni l’anno) fino agli estremisti crudisti (avete mai mangiato una patata cruda?) senza contare altre aberranti realtà come le diete a base di urina (mmmmmmm) o lo scalzismo (Frodo…ce l’avete presente no?), ecc. ecc.

Per una costoletta Martin perse la cappa

A scanso di equivoci lo dico subito: rispetto totalmente chi compie certe scelte alimentari. Quello che non rispetto assolutamente sono i fanatici, i fondamentalisti e chi, con la propria violenza verbale e non, danneggia addirittura ecologismo ed animalismo, che altre cose sono rispetto ciò di cui parla questo articolo.

Si sta creando un clima da guerre di religione, in cui la scienza è stata messa in disparte. Il dibattito è tristissimo: “ASSASSINOOOOO!!!111 GLI ANIMALI SONO MEGLIO DELLE PERSONE” vs “W LA FIORENTINAAA, ABBASSO LA CAROTA”.

Nell’acuta sindrome da settarizzazione della società occidentale questa lotta tra “assassini” e “veganisti radicali” sta diventando sempre più tragicomica. Nelle scuole elementari i bambini vegani tentano di convertire i compagni che a ricreazione osano mangiarsi una focaccia al salame. Gli allevamenti, Bastiglia e Palazzo d’Inverno 2.0, vengono assediati dai rivoltosi.

I diritti umani sono passati di moda; i massacri quotidiani in giro per il mondo, le ancora enormi disparità tra uomo e donna e l’assoluta povertà di buona parte del pianeta sono bazzecole…a nulla servirà il progresso della società sino a che non si comprenderà che la nutria, animale alieno e rischiosissimo per la sicurezza idrogeologica di molte aree italiane, non va eliminata, ma accolta come un fratello.

Il silenzio degli innocenti

Il problema delle manifestazioni vegane, animaliste radicali, ecc ecc. sta nel fatto che generalizzano ed impongono. Il clima tipico dell’happening per la costruzione di abitazioni popolari in grado di ospitare le nutrie senza fissa dimora è quello della setta religiosa che pretende di strappare il cuore ad Indiana Jones nella giungla dell’India (avete presente no? Quei signori dagli occhi iniettati di sangue che strappavano le viscere agli infedeli). Puoi essere un ambientalista credente, che sarebbe pronto ad incatenarsi alla chiglia di una nave per combattere la pesca delle balene, ma se hai la sfortuna di amare l’abbacchio sei fuori dalla comunità…ennesimo assassino.

A tanti piacerebbe un bel Processo di Norimberga dove far sedere tutti noi, maggioranza del genere umano, che davanti a un pezzo di carne ai ferri prova fame. I pranzi e le cene non sono più momenti di condivisione del cibo, ma torbide orge alimentari dove i dissoluti godono della morte e della sofferenza.

Facciamo pace

Chiudo con un appello a tutti i vegani e animalisti radicali e violenti.

Facciamo pace, discutiamone senza preconcetti davanti ad un buon bicchiere di vino e ad una ciottolina di taralli (l’aperitivo è universalmente zona franca di ogni conflitto).

Accettiamoci a vicenda, noi assaggeremo il vostro Tofu e la vostra Quinoa (la Quinoa piace anche al sottoscritto…anche se dopo 3 giorni a Quinoa e insalata avrebbe addentato il suo miglior amico) e voi ci concederete di non abbandonare le nostre millenarie abitudini.

Discuteremo sulla riduzione del consumo di carne, questione, questa, di attualità scientifica e non religiosa.

Potremo lasciarci con un sorriso, finito il vino e mangiati i tarallini, ed andare ognuno nel suo ristorante. Mentre noi mangeremo una Fiorentina di Chianina, voi starete assaporando delle polpette di soia, ma né noi né voi spaccheremo le vetrine dei rispettivi ristoranti.

Il mondo non è nostro né vostro e non saremo mai tutti vegani e mai tutti carnivori, ma torniamo a mangiare, quello che ci piace e come ci pare…la più naturale delle occupazioni umane.

Sigaretta o penna nella mia destra sono fiero del mio sognare e del mio scrivere. Sogno di cambiare il mondo, ma forse gli articoli, nel bene o nel male, me li scrive il gatto.

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