Il Signore degli Agnelli

in Politica di

Non pochi sorrisi e battutine ha provocato la svolta animalista di Silvio Berlusconi. Il 20 maggio di quest’anno l’ex premier ha partecipato alla fondazione di “Movimento animalista”, guidato da Michela Brambilla.
Il manifesto di detto movimento si compone dei seguenti punti: riconoscimento a livello costituzionale dei diritti degli animali, carcere certo per chi maltratta e uccide gli animali, abolizione di ogni tipo di sfruttamento, azioni contro abbandono e randagismo, abolizione dei divieti di entrata nei locali a persone con animali, cure gratuite per gli animali delle famiglie meno abbienti.
A dire di Silvio Berlusconi un movimento del genere può ambire a numeri importanti (il 20% nelle urne addirittura), intercettando i milioni di italiani che amano gli animali e ne possiedono uno.
Una tale sicurezza nel successo di questo progetto politico porta inevitabilmente a una domanda: la previsione ottimistica del leader di Forza Italia è una semplice boutade o ha qualche base?
È importante innanzitutto comprendere l’ampiezza del bacino di riferimento: secondo il rapporto Eurispes 2017 una casa italiana su tre ospita un animale domestico, il quale nella metà dei casi è stato salvato da situazioni di abbandono. La spesa in media per il proprio animale e di cinquanta euro e il 17% dei proprietari ha rinunciato a cure mediche per i propri animali perché troppo costose. Sempre l’Eurispes rileva che nel 2016 gli italiani che seguono una dieta “verde” (vegetariani e vegani) sono l’8%, l’80,7% è contrario alla vivisezione (tralasciando in questa sede tutti i problemi legati al corretto uso di questo termine) e il 68,5% alla caccia. Il 69% vorrebbe il libero accesso degli animali nei luoghi pubblici.
Dunque parliamo di un bacino enorme, per non dire sterminato. Può una parte anche minimale di questo bacino trasformarsi in voti per l’ultima creatura di Silvio Berlusconi? La risposta a parere di chi scrive è no.
Anche accantonando la storia politica di questo Paese, che vede il Partito dei Verdi al suo massimo picco con una modesta percentuale del 2,5% alle elezioni del 1996, ci sono altre considerazioni che si possono fare.
Volendo inventare una definizione ad hoc, Il movimento di Michela Brambilla è un MDS (Movimento Di Scopo): una libera associazione di cittadini che vuole portare nelle istituzioni non una visione del mondo strutturata, un impianto ideologico che investe tutti i settori della società, ma bensì un singolo tema etico, una specifica posizione all’interno di uno specifico argomento.
Ebbene, si è già avuto esempi di MDS che sono finiti schiantati contro il guardrail dello sbarramento: le liste antiabortiste.
Due dati su tutti: la lista “Aborto? No grazie” di Giuliano Ferrara nel 2008 raccolse un misero 0,3% a dispetto della consistente presenza di posizioni antiabortiste nella società italiana (ancora nel 2012 il Censis affermava che il 26% degli italiani era contrario all’interruzione volontaria di gravidanza). Esempio ancor più recente è il flop del movimento di Adinolfi.
Il paragone tra un movimento animalista e un movimento pro-life è bizzarro solo all’apparenza: se un antiabortista, dunque uno che ritiene l’interruzione di gravidanza un omicidio, non si è mobilitato per appoggiare una lista che dovrebbe combattere quello che considera un vero e proprio scempio, quante possibilità ha un movimento animalista di attrarre, se non l’ambientalista attivo (che comunque, complice lo spostamento di asse attuato ai tempi dell’Ulivo, è tendenzialmente di sinistra) almeno l’italiano medio, che in questo momento ha ben altro a cui pensare?
L’ultima iniziativa dell’ex premier appare come uno degli ultimi sussulti di una parabola politica che sta fisiologicamente per concludersi. Una parabola quantomeno folkloristica, di cui l’immagine di Silvio Berlusconi novello San Francesco non è che l’ennesimo tassello.

Laureato in giurisprudenza con una grande passione per l'attualità e l'analisi politica. Consumatore vorace di film, serie tv, libri e fumetti

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*