Si marciava verso destra…

in Appunti letterari di

– Perché sei diventato fascista?
– I tempi sono difficili, mi hanno promesso tante cose…
Risponde così un cameriere a Emilio Lussu, che era stato suo capitano durante la Grande Guerra. Eppure il giovane lo mette in guardia, lo invita a fuggire perché una squadra di fascisti lo sta cercando. Ma perché deve fuggire chi ha ragione?

Marcia su Roma e dintorni è stato scritto nel 1931, durante l’esilio di Lussu in Francia. Egli infatti non aveva pensato di scriverlo per un pubblico italiano. La sua preoccupazione era far si che quella tremenda esperienza che stava vivendo l’Italia non si ripetesse altrove.
Il suo intento precauzionale e pedagogico si sviluppa attraverso il racconto di una serie di vicende, avvenimenti, fatti che da un lato mettono in luce le brutalità d’azione delle squadre fasciste, dall’altro evidenziano le difficoltà dell’opposizione.

Dopo la Prima guerra mondiale, chi credeva nella democrazia ha visto crollare uno ad uno, davanti i propri occhi, i 14 punti di Wilson. Quello che sembrava dover essere l’anno della vittoria si rivela più problematico del previsto: nascono i fasci di combattimento, Gabriele D’Annunzio e gli arditi occupano fiume, si susseguono scioperi e occupazioni di fabbriche. Fino al 1922 cambiano sei governi. Il fascismo, per molti, non è più una semplice alternativa: diventa una speranza.

Lussu ci racconta ciò che accade soprattutto in Sardegna, la sua terra. Lì il fascismo si diffonde verso la metà del 1921. Si fa spazio anche nell’isola poco a poco; iniziano i primi scontri. Lui stesso venne gravemente ferito alla testa da una guardia che lo colpì alle spalle con il calcio del fucile nel corso di una delle loro manifestazioni di forza.
Ci racconta anche di Efisio Melis, noto antifascista e suo compagno di battaglia che durante una sfilata delle camicie nere si rifiutò di togliere il cappello e ricevette due pugnalate mortali. Non poté difendersi perché teneva in braccio suo figlio.

La vera lotta però comincia dopo il 31 ottobre 1926, quando a Bologna qualcuno sparò contro la vettura del duce, ed il sedicenne Anteo Zamboni, incolpato dell’accaduto, venne linciato dalla folla. A Cagliari suona la tromba, le squadre fasciste vengono guidate all’assalto degli oppositori. Lussu, armato, si barrica in casa. Ma quando un giovane raggiunge il balcone e si avvicina alla finestra, l’onorevole, al buio, spara. La morte del diciannovenne gli costò tredici mesi di carcere.

Infine l’ordine di trasferimento a Lipari, poco tempo dopo l’assoluzione e la scarcerazione. Da lì fuggì assieme a Fausto Nitti e Carlo Rosselli nel 1929.
Il susseguirsi di tragici eventi non crea sgomento, ma sempre più consenso tra la gente. Vecchi amici e compagni di partito si allontanano dal loro passato in nome di qualcosa che ai loro occhi sembra essere più forte, più sicuro.

La democrazia sembra essere qualcosa di impossibile in un’Europa che sembra andare sempre di più a destra. Ma alla fine, “il mondo non va né a destra né a sinistra. Il mondo continua a girare attorno a se stesso, con regolari eclissi di luna e di sole.”

Studente di lettere. Un sogno? Lasciare il mondo un po' migliore di come l'ho trovato.

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