Renzi contro l’Armata delle Tenebre (recensione semiseria di Avanti)

in Appunti letterari di

Non c’è politica, non ci sono idee, non c’è sinistra (va beh questo è scontato) e non ci sono nemmeno imperdibili ricordi di uno statista; , lungo 235 pagine, di Matteo Renzi.

Leggendo il nuovo libro di Renzi (ennesima prova che, nel 2017, farsi pubblicare un libro non è impresa difficile) si ha quella fastidiosa sensazione che si prova ordinando un qualsiasi piatto da Eataly, magari è immangiabile, ma l’ambiente è così tremendamente moderno e chic, con tutti quegli aforismi e frasette fighe sui muri. Avanti” è un libro scritto da un politico che si sente incredibilmente figo e bravo, ma che dico? BRAVISSIMO! 

È una favola con tutti gli ingredienti, c’è l’eroe, una principessa, gli aiutanti dell’eroe e i cattivoni.

Tutta una serie di magiche creature accompagna il cavaliere nella sua impresa; dai figli, occupanti della fatata dimora di Pontassieve di cui aprono le porte solo a chi ha votato Sì al Referendum, a Orfini e Lotti, fedeli scudieri del Nostro. Il problema principale è che per tutto il libro ci si chiede se, ai fini della trama, sono più importanti i figli o Orfini.

Le forze del male hanno, però, folte e pericolose schiere. Alla testa delle armate delle tenebre, ovviamente, c’è il crudele Massimo D’Alema (con i suoi sgherri Bersani e Speranza) affiancato dal bieco alleato Silvio Berlusconi. Si contano eroi anche nello schieramento avversario; De Bortoli con le sue parole di veleno e Letta con il suo miserevole vittimismo imbronciato (cito testualmente). 

Tutto si riduce, dunque, ad una fola (scritta pure male) mescolata al definitivo “Manuale del Renzismo”. Concetti politici e idee per il futuro rilassano il lettore tra una spadata a Orlando e una canzone sulla Principessa Boschi.

Il punto è che Renzi non è uno scrittore di favole…non è uno scrittore di favole. “Avanti” è pur sempre un libro scritto, in un momento particolarmente difficile della politica italiana, dal Segretario del Partito Democratico, peraltro (come ci tiene a sottolineare ogni 10 pagine) votato da orde di militanti della sinistra. Invece l’uomo chiave di uno dei più importanti partiti socialdemocratici europei ha scritto una fiaba autoreferenziale priva di concetti di sinistra e poverissima di concetti meramente politico-economici. Rispolvera le parole d’ordine di Blair mischiandole ad un po’ di neoliberismo pop e, se possibile, risulta ancora meno di sinistra della Terza Via che tanto ama.

Una figura come Matteo Renzi, non può apparire forte e pronta a guidare la sinistra (continuo a dirlo ma non ci credo…) e il Paese, solamente perché scrive una ventina di pagine in cui racconta le sue litigate in Consiglio Europeo come fossero epiche battaglie tra eroi del passato.

L’Italia non ha bisogno di una Compagnia dei Mille Giorni con Matteo “Frodo” Renzi, Luca “Pipino” Lotti e Graziano “Gandalf” DelRio.

Vale dunque la pena comprare il libro? Se nella calura estiva avete voglia di leggere una storia inventata, ambientata in un mondo fatato con personaggi impossibili assolutamente sì, non potete perdervelo. Se invece, quando comprate il libro di un politico (che si definisce “Politico con la P maiuscola”; concetto ripetuto una dozzina di volte nel libro), pretendete di leggere idee vere e fatti reali e non un cocktail di finta sinistra e bullismo con gli avversari, evitatelo.

P.S. Ho mischiato un po’ di Tolkien, Raimi e altri mostri sacri…magari a qualche purista darà fastidio, ma è esattamente quello che fa Renzi in questo libro: mescolare un po’ di roba per costruire il niente.

Sigaretta o penna nella mia destra sono fiero del mio sognare e del mio scrivere. Sogno di cambiare il mondo, ma forse gli articoli, nel bene o nel male, me li scrive il gatto.

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