Una piccola grande idea

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Tanti sono stati, negli anni, i tentativi fatti per dare uno slancio nuovo a tutto ciò che vuol dire “Sinistra” in Italia. Inutile sarebbe ricaricare le retorica secondo le quali questi tentavi siano stati fatti dalle e, spesso, a causa, classi dirigenti. Inutile ricalcarle perché vere. Classi dirigenti poi, che si sono sempre più andate chiudendo in se stesse e nella loro auto celebrazione (la politica che parla della politica alla politica).

In questa situazione, totalmente scoraggiante per le basi, per i militanti, per le persone comuni che si ritengono, o si ritenevano, di Sinistra, tre giovani romani hanno pensato semplicemente alla domanda “in che modo possiamo aiutare il nostro Movimento?”. Il movimento di cui si parla è Articolo Uno – Movimento Democratico e Progressista, fondato un febbraio da una doppia scissione dal Partito Democratico e da Sinistra Italiana.

A questa per niente facile domanda, i tre ragazzi hanno risposta con una lucidità e una praticità sconcertanti: attraverso un giro itinerante per il paese, a bordo di una Y10 del ’92, i tre militanti toccheranno con mano le prime enclavi di MDP nel paese.

L’intenzione c’era, così come l’auto e probabilmente qualche soldo per la benzina. Ma vi sono state comunque delle resistenze dall’interno del Movimento, vinte però dalla voglia di fare politica, una politica vera che sia a contatto con i cittadini e che veda di persona le condizioni in cui versano. Dopo una raccolta di fondi per superare il grave ostacolo dei costi del carburante, anche grazie al sostegno del gruppo parlamentare di ArticoloUno, i tre militanti hanno lasciato Roma per iniziare il loro giro il 24 luglio.

Un metodo per fare politica abbiamo detto, per parlare con chi si fida meno della nuova formazione di sinistra, ma anche un momento per fare nuove conoscenze. Così adesso i nostri eroi possono annoverare i responsabili e militanti territoriali, e combattenti in prima linea della politica nazionale di ArticoloUno, come Arturo Scotto, Pierluigi Bersani, Roberto Speranza, Francesco Laforgia, oltre a personaggi politici di diverse formazioni come Pippo Civati, leader di Possibile, e Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana.

Il tema, però, non è solo il viaggio di questi coraggiosi ragazzi. Il tema è cogliere come in Italia si sia sempre banalizzato, negli ultimi anni, l’impegno ed il ruolo dei giovani nella politica. Questo caso è emblematico: come questi ragazzi, nel nostro paese ci sono migliaia di giovani che ogni giorno, senza nessun ritorno, si attivano e partecipano alla vita politica. Senza dubbio, uno dei motivi per cui c’è meno interesse rispetto a venti o trenta anni fa, sono gli atti delle più recenti classi politiche di sinistra che, evidentemente, non hanno compreso i tempi e le modalità con cui lasciare e creare spazi per i giovani.

Questa incapacità di comprendere i tempi sarà, probabilmente, uno dei motivi per i quali nel prossimo futuro nel campo della politica, e non solo, assisteremo ad uno scontro generazionale forte, in quanto non c’è mai stata una differenza così marcata, anche tra persone che non si portano più di quindici/vent’anni di differenza.

Ma la questione rimane comunque capire anche, e soprattutto, come le future generazioni si approcceranno alla politica. Da un lato è percepibile, ora come da anni, un generale disinteresse, mentre dall’altro, con la crisi, le posizioni si sono radicalizzate. E nel mezzo c’è un numero non indifferente di giovani che si fanno largo a spallate nel mondo della cosa pubblica; ma la situazione è comunque imprevedibile: la velocità con cui si affrontano i tempi ci mette in dubbio sulla capacità con cui le future classi dirigenti sapranno interpretarli. In ogni caso, l’esempio dei ragazzi della Y10 dovrebbe dare uno scossone alle dirigenze dei partiti e alla politica in generale.

Quando si finirà di utilizzare demagogicamente la formuletta “spazio ai giovani?”. Perché c’è una generazione che si sta svegliando.

Francesco, di Latina (olim palus?). Socialista e Democratico, faccio politica attiva, amo la storia e studio Scienze Politiche a Roma3. Per tutto il resto, basta chiedere.

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