Il silenzio dei colpevoli, la rabbia degli innocenti

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Ieri, durante le prime ore di una calda mattina romana, in Piazza Indipendenza, si sono consumati violenti scontri tra forze dell’ordine e migranti, accampati lì da tempo, con donne e bambini prima costretti a vivere in situazioni al limite dell’umano ed ora a subire una violenza ingiustificata.
I risultati in gran parte fallimentari delle politiche di accoglienza stanno portando il Governo Italiano a ripiegare sul pugno di ferro; la facile via degli sgomberi, delle botte e degli idranti ha sostituito quella di lavorare a soluzioni realmente civili e democratiche.
Sono soluzioni che alimentano l’ideologia xenofoba di una destra (e ormai anche di una certa sinistra) sempre pronta a parlare di “degrado”, di ” decoro” e addirittura di “antiterrorismo” quando si verificano situazioni del genere. Il Governo dimostra di coprire inadeguatezze strutturali e politiche usando gli stessi slogan e adottando gli stessi provvedimenti della destra, che fino a ieri chiamavano populista e xenofoba. Parole vuote, di chi non sa come affrontare le situazioni.
Parole vuote di chi fa politica vuota.
Mentre noi scriviamo e litighiamo, però, la situazione dei migranti diventa sempre peggiore, stagno in cui le destre sguazzano e le sinistre annegano. Si sgomberano i centri sociali che, tra l’altro, sono un aiuto enorme nella gestione del problema migranti e all’integrazione (non sempre, è chiaro). Il Partito Democratico è indifendibile. È indifendibile, in quanto è una scheggia impazzita che ragiona su se stessa e su quali politiche debba adottare per non perdere i voti dell’Alfano di turno. Ragiona da forza centrista, che non è di per sè una cosa negativa, ma che come tale deve tutelare tanti, troppi interessi, spesso inconciliabili.
Ora che la situazione dei migranti si sta aggravando, infatti, assume posizioni più protezionistiche (scapperebbe da dire, alle volte, reazionarie, ma non esageriamo). Ragiona rincorrendo le retoriche del Movimento 5 Stelle da una parte e il pensiero caro ai benpensanti dall’altra. Intanto, nella capitale d’Italia, mentre il PD si isola, le notti sono teatro di guerriglia urbana e decadenza, scene che giorno per giorno rafforzano una destra sempre più vicina al dominio del Paese.
Le responsabilità sono di tutti (Governi e diplomazia italiana in primis), ma se dovessimo puntare il dito contro qualcuno in particolare, quel qualcuno dovrebbero essere i governi e i paesi membri dell’Unione Europea sordi alle lamentele italiane e soprattutto alle grida dei migranti, consapevoli del fatto che se questo dramma (inevitabile) fosse stato affrontato collegialmente, non si sarebbe mai arrivati a queste situazione. Tutto il paese è attraversato da disperati che vagano, spesso, senza una meta, senza un soldo, che si prestano alla piccola criminalità. Tutto il paese, però, è anche pieno di povertà non migrante, di precariato, di fame, di disperazione dilagante. Ci si racconta che il PIL cresce. Magari chi costruisce una politica (e un’ideologia) sul PIL si ricordasse che i numeri, spesso, non sono la realtà.
E l’odio sale, senza tregua; noi incapaci di fermare tutto ciò. Dove pensiamo di arrivare?
Intanto la situazione è talmente grave da aver portato all’intervento dell’UNICEF, che mette in evidenza due cose gravi: la prima è che queste persone sono state lasciate in strada dal comune di Roma senza una valida alternativa, alimentando i disagi; la seconda è il modo in cui i bambini sono stati terrorizzati dall’operato della Polizia.
L’unico vincitore politico di questa commedia tragica è che costruisce le proprie fortune elettorali sulla guerra tra poveri, che non è più una chimera lontana, ma la realtà di questo grande paese.

Francesco, di Latina (olim palus?). Socialista e Democratico, faccio politica attiva, amo la storia e studio Scienze Politiche a Roma3. Per tutto il resto, basta chiedere.

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