La turbolenta politica brasiliana

in L'altro occidente di

Negli ultimi decenni il Brasile ha attraversato uno straordinario periodo di crescita economica e di riduzione delle diseguaglianze. Nonostante ciò il paese si trova ora in una situazione economica vicina allo stagnamento, un Pil pro capite nettamente inferiore dei vicini Cile, Uruguay e Argentina e con livelli di diseguaglianza economica fra i più alti al mondo. Ad aggravare la situazione sono una serie di scandali di corruzione, i quali hanno colpito i più alti vertici della politica nazionale. Le dinamiche che sono seguite a questi scandali hanno portato forti divisioni e tensioni politiche.

L’andamento del Pil brasiliano

I principali attori della politica brasiliana

Il Partito dei Lavoratori (PT). È un partito di centro-sinistra, fondato nel 1980, è uno dei movimenti politici più importanti del Brasile. Il primo successo a livello nazionale lo ha avuto alle elezioni del 2002, le quali portarono alla presidenza Luiz Inacio Lula da Silva (meglio conosciuto come ‘Lula’). D’allora il partito è stato al governo interrottamente fino al 2016.

Il Partito Social Democratico Brasiliano (PSDB). È un partito centrista nato nel 1988, da sempre principale sfidante del PT. Al momento il partito è membro della coalizione di governo nata dopo l’impeachment di Dilma Rousseff. Curiosità: i membri del PSDB sono chiamati ‘i tucani’, per via della loro mascotte, l’uccello dal grosso becco arancione.

Luiz Inacio Lula da Silva. Presidente brasiliano dal 2002 al 2010. Ha iniziato la sua carriera politica come sindacalista, poi come leader del Partito dei Lavoratori. È considerato uno dei presidenti brasiliani più popolari di sempre, grazie alle sue politiche indirizzate al contrasto della povertà e alla salvaguardia dell’ambiente.

Dilma Rousseff. Erede di Lula, è stata ministro della Casa civil dal 2005 al 2010. Nello stesso anno ha vinto le elezioni presidenziali diventando la prima Presidente donna del Brasile. Nell’aprile del 2016 Dilma Rousseff è stata messa in stato di accusa e rimossa dal suo incarico.

Michel Temer. Politico di ideologia centrista, tre volte eletto presidente della Camera dei Deputati, ha iniziato la sua carriera come professore di diritto costituzionale, è presidente del Partito del Movimento Democratico Brasiliano. Nel 2010 è diventato Vice-presidente sotto Dilma Rousseff, prendendo in seguito il suo posto a causa della messa in stato d’accusa della Presidente.

Gli scandali di corruzione

Tutto incomincia nel marzo 2014 con l’operazione Lava Jato (‘autolavaggio’). Una semplice inchiesta sui sistemi di riciclaggio del mercato nero si allarga in modo esponenziale, coinvolgendo buona parte della classe dirigente brasiliana. L’indagine mette luce su un’incredibile sistema di corruzione che coinvolgeva decine di politici e diverse aziende, fra cui il colosso petrolifero brasiliano: Petrobras, compagnia più grande dell’America Latina, fiore all’occhiello del paese e nominata come l’azienda petrolifera più etica al mondo nel 2008.

I numeri dell’inchiesta sono impressionanti: 16 è il numero delle compagnie coinvolte, 50 sono i parlamentari indagati, 2.2 mld sono i di dollari che sarebbero stati pagati da Petrobras in tangenti e 3.3 mld sarebbero invece le tangenti versate dal colosso delle costruzioni Odebrecht nel corso di svariati anni. La più grande inchiesta di corruzione di sempre. Nell’inchiesta appare anche il nome di Lula, il quale viene accusato di essere coinvolto nel vasto sistema di corruzione. L’ex presidente brasiliano è stato condannato questo luglio a nove anni e mezzo di prigione, prima del carcere si dovrà però attendere il risultato del ricorso in appello.

Per motivi che non avevano nulla a che fare con l’operazione ‘Lava Jato’, lo scorso anno la Presidente brasiliana Dilma Rousseff, è stata rimossa dalla presidenza tramite la procedura di impeachment. L’accusa rivolta nei suoi confronti è di aver spostato soldi fra i vari fondi del governo, azione illegale in Brasile. Dilma Rousseff ha sempre dichiarato che l’impeachment fosse una manovra politica per punirla del fatto di non aver protetto influenti figure politiche dall’operazione ‘autolavaggio’. Il posto di Dilma Rousseff è stato occupato da Michel Temer, il vice-presidente.

I guai per Temer non hanno tardato ad arrivare; questa primavera infatti è stata rivelata un’intercettazione dove l’allora vice-presidente incitava un suo collaboratore a passare una bustarella allo speaker della camera Eduardo Cunha, colui che ha condotto il processo di impeachment contro Dilma Rousseff. Nonostante la registrazione il tribunale Superiore Elettorale ha assolto il presidente dall’accusa di corruzione, di reati elettorali, di partecipazione ad una associazione criminale e di ostruzione alla giustizia. Proprio in questi giorni il procuratore generale del Brasile ha formalizzato nuove accuse nei confronti del presidente Temer: ostruzione della giustizia e di essere a capo di un’organizzazione criminale.

La situazione attuale

L’attuale maggioranza di governo è composta da 16 partiti diversi, i principali sono: il Partito del Movimento Democratico Brasiliano (il partito di Temer), il Partito Social Democratico Brasiliano e il Partito Progressista. Temer non è stato l’unico membro del nuovo governo ad essere indagato; questo luglio infatti un ex ministro del governo Temer, molto vicino al presidente, che si era dimesso l’anno scorso a causa di pesanti accuse di corruzione nei suoi confronti, è stato arrestato. In una perquisizione a casa dell’ex ministro la polizia ha trovato delle borse piene di denaro contante, il valore complessivo del denaro ritrovato è di 16 milioni di dollari.

Le inchieste che hanno coinvolto il Presidente e membri del governo, sommate a politiche impopolari hanno fatto scivolare l’indice di approvazione di Michel Temer al 5% (istituto sondaggistico Ibope), uno dei più bassi di sempre.

Le prossime elezioni

Intenzioni di voto 07/08/17 (Poder360)

Le prossime elezioni si terranno nell’ottobre 2018. Il Brasile utilizza un sistema elettorale proporzionale che prevede un ballottaggio se nessuno dei candidati raggiunge il 50% + 1 dei voti. La condanna di Lula ha creato non pochi problemi, dato che l’ex presidente brasiliano aveva intenzione di ricandidarsi alla presidenza. Inoltre, nonostante l’inchiesta ‘Lava Jato’, Lula è dato in testa nei sondaggi. Ma chi sono gli altri candidati alla presidenza?

Jair Bolsonaro. Membro del Partito Democratico Cristiano, è un ex militare, conosciuto per le sue idee di destra. Dopo lo scandalo ‘Lava Jato’ ha acquisito una discreta popolarità dato che è uno dei pochi politici a non essere stato toccato dall’inchiesta. Geraldo Alckimin. Forbes lo ha definito ‘Al Gore della politica brasiliana’. È il governatore dello stato di Sao Paulo ed è il possibile candidato dei ‘tucani’ del Partito Social Democratico Brasiliano. Marina Silva. È stata ministro dell’ambiente dal 2003 al 2008, quando si è dimessa per protestare contro politiche ambientali del governo considerate troppo ambigue. È stata candidata alla presidenza con il partito verde nel 2010 e nel 2014 con il partito socialista arrivando terza con il 21% dei consensi.

Lo stabile consenso nei confronti dell’esponente di spicco del Partito dei Lavoratori e la sua condanna molto probabilmente porteranno a forti tensioni durante la campagna elettorale, tra i suoi sostenitori e chi sostiene che Lula sia corrotto. A prescindere dal risultato chiunque prenderà il posto di Michel Temer avrà l’importante compito di ridurre le diseguaglianze economiche, risollevare l’economia brasiliana dallo stagnamento e in particolare dovrà permettere ai cittadini di ritrovare fiducia nei confronti delle istituzioni, fiducia messa duramente alla prova dopo le recenti inchieste di corruzione.

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