Se anche a Forlì tornano gli squadristi

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Venerdì 8 dicembre, a Forlì si è consumata l’ennesima violenza fascista, a pochi giorni di distanza dagli episodi di Como e Roma.

Nella centralissima Piazzetta della Misura, davanti al banchetto di Forza Nuova allestito per promuovere la proposta del cosiddetto “reddito alle madri (italiane!!! n.d.a.), si sono radunate poche decine di persone in un presidio silenzioso e pacifico. Il senso della protesta era chiaro; rifiutare che un partito neofascista potesse occupare il suolo pubblico per fare campagna elettorale. Dopo poco tempo senza pressoché nessun contatto tra FN e i manifestanti, sono arrivate circa quindici persone armate di bastoni e fumogeni a scacciare il presidio antifascista. Nonostante l’azione delle forze dell’ordine presenti (e dei rinforzi presto giunti) il segretario Fiom – Cgil di Forlì, Gianni Caputo, è stato preso a bastonate dalla “squadraccia” di Forza Nuova.

Il fatto appena raccontato è, per Forlì, senza precedenti. Mai era accaduto (almeno dopo la fine del Ventennio) che per le strade della città manifestanti fossero costretti a scappare davanti alle mazze degli squadristi. A chi scrive sembra dunque ridicolo dibattere sul senso, oggi, dell’antifascismo come molti di tutti gli schieramenti stanno facendo.

In pochi giorni l’Italia ha assistito a fumogeni lanciati contro la sede di Repubblica, a skinhead che irrompono nelle associazioni a leggere i loro proclama e a cittadini bastonati per le strade. È chiaro che questo è solo l’inizio di un’onda nera e violenta, provocata da anni e anni di irresponsabili minacce e accuse.

Questo revanscismo fascista nasce da una politica italiana che ha sdoganato movimenti di estrema destra (più o meno dichiaratamente fascisti) assegnandogli addirittura cariche ministeriali. Nasce dalle parole del segretario di uno dei maggiori partiti italiani, Matteo Salvini, che da anni incita le folle a scagliarsi contro “i negri e le zecche dei centri sociali”. Nasce da chi fa appello agli italici patrioti contro la sinistra anti-italiana e nasce da chi permette che partiti neofascisti come Forza Nuova e CasaPound sfuggano alla dodicesima disposizione finale della nostra Costituzione.

L’antifascismo è, oggi più che mai, necessario. In una società in cui l’avversario politico e lo straniero diventano, per molti, bersagli da cercare e colpire, la democrazia è a rischio. Queste persone si pongono da sole fuori dal gioco democratico quando sostituiscono al dibattito la violenza e quando indicano nel pluralismo e nella democrazia i mali del Paese.

Ieri a Como si è marciato contro il fascismo, domani a Forlì altre persone, accomunate dall’amore per la democrazia e il rifiuto della violenza, marceranno per scacciare questi nuovi urlatori della paura. Forse avevamo abbassato la guardia e forse non abbiamo visto questa marea crescere, ma ora che è davanti ai nostri occhi è necessario uscire di casa e ricordare a tutti che l’Italia è una Repubblica Democratica ed Antifascista.

La manifestazione di domani

Il nostro approfondimento sul fascismo nelle tifoserie

Sigaretta o penna nella mia destra sono fiero del mio sognare e del mio scrivere. Sogno di cambiare il mondo, ma forse gli articoli, nel bene o nel male, me li scrive il gatto.

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