Confortante malinconia forlivese

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Ieri sera Forlì era avvolta da un’atmosfera surreale. Faceva freddo e, come sempre, la gente per le strade era poca; ma ce n’era più del solito, perché le decine di poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa andavano a riempire le vie del centro.

Un dispiegamento di forze incredibile per “contenere” una manifestazione di Forza Nuova e di “Forlì ai forlivesi”. Una manifestazione blindata che non poteva nemmeno essere osservata da lontano.

 

A poche centinaia di metri, un’altra manifestazione, quella antifascista dove, invece dei fumogeni e di slogan fascisti si recitava l’ultimo discorso di chi ha dato la vita perché quelle bestie non potessero distruggere il nostro Paese, Giacomo Matteotti.

Se possibile, vedere la città in quelle condizioni è stato confortante. È stato confortante osservare quanto pochi fossero gli squadristi del terzo millennio. Quel senso di squallore e malinconia palpabile per le strade ci ha rinfrancato i cuori, perché, anche se gli fosse stato permesso di sfilare o andare in giro a picchiare gente, non crediamo avrebbero poi fatto molto, nemmeno capaci di riscaldarsi le gole a cantare tanto pochi che erano.

Dunque il pericolo fascista era un’allucinazione gonfiata da qualche bastonata e fumogeno troppo ravvicinati nel tempo? No, perché il volantino della manifestazione è chiaro:

Le idee girano (per adesso) e più fanno leva sulla rabbia e sulla paura, più attraggono persone. La domanda non è se il pericolo fascista sia reale o meno; la questione è: quanto tempo abbiamo ancora per organizzarci? Non bisogna lasciare che persone che dividono il popolo in giusti e sbagliati possano manifestare per le piazze ergendosi a protettori del popolo italiano. Non si può permettere che si parli di “menzogna antifascista” su un volantino attaccato al lampione dove, quando comandavano loro, si attaccavano i corpi dei comunisti.

I fascisti sono ancora pochi, una microscopica popolazione altamente infettiva che, come i peggiori batteri, appena ci sono le condizioni adatte è pronta a moltiplicarsi e uccidere il suo ospite, la democrazia.

Sigaretta o penna nella mia destra sono fiero del mio sognare e del mio scrivere. Sogno di cambiare il mondo, ma forse gli articoli, nel bene o nel male, me li scrive il gatto.

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