Ci siamo ricascati – l’eterno ritorno di Silvio Berlusconi

in Politica/Politiche 2018 di

Era il 26 gennaio 1994, Silvio Berlusconi ufficializzava la sua discesa in campo con un videomessaggio inviato a tutte le reti televisive nazionali. Da quel giorno di 24 anni fa, il ‘Cavaliere’ è sempre stato presente nella politica italiana. Ciò nonostante, negli ultimi anni, un po’ per le scissioni di Forza Italia, un po’ per la polarizzazione del dibattito politico fra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle (e forse anche un po’ per l’età avanzata del leader del centro destra) molti sono stati portati a pensare che ormai l’era berlusconiana fosse finita. Non è affatto finita.

Berlusconi è tornato, magari non forte come nel 1994, ma è tornato. Qualcosa di simile è successo nel 2013, a pochi mesi dalle elezioni politiche la vittoria del centro sinistra sembrava scontata, contro tutti i pronostici il leader di Forza Italia ha saputo invece riemergere ottenendo un successo inaspettato. Il ‘re dei coming back’ ha più vite dei gatti.

Stando ai sondaggi, la coalizione di centro destra (Forza Italia, Lega nord, Fratelli d’Italia e i moderati) sarebbe oggi a pochi punti percentuali per ottenere la maggioranza assoluta in parlamento. Considerando il trend di consenso favorevole alla coalizione guidata dal Cavaliere si può considerare probabile che il prossimo governo sarà guidato dal centro destra. Ma come fa una persona di 82 anni, in politica da più due decenni e condannato per evasione fiscale a rientrare nell’arena politica riuscendo a diventare in pochi mesi il favorito in queste elezioni?

La strategia

Rimanere costantemente presenti e attivi nel dibattito politico inevitabilmente logora gli indici di consenso e Berlusconi lo sa bene. Questo è il motivo per cui il ‘ritorno’ del leader del centrodestra è stato preceduto da mesi di assenza dal palcoscenico pubblico, proprio come nel 2013, una sorta di letargo per permettere di far dimenticare le vecchie polemiche e non rischiare di crearne altre. Inoltre, questa assenza prolungata, permette al candidato di ricevere una considerevole attenzione mediatica al momento del ritorno in campo. Attenzione che può facilmente essere sfruttata per diffondere il proprio messaggio e le proprie proposte.

Nei mesi primaverili del 2017 si è attuata quella che viene definita ‘umanizzazione’ del candidato, cioè un processo volto a renderlo meno distante agli occhi degli elettori e a stimolare connessioni empatiche. Silvio Berlusconi si è fatto quindi fotografare da McDonald’s nel marzo scorso mentre mangiava un panino, come un normale cliente. Circa un mese più tardi, è circolata un’altra sua foto, girata molto sui quotidiani nazionali, in cui affettuosamente abbraccia un agnellino generosamente salvato dal macello.

La tappa successiva è stata l’ufficializzazione del ritorno in politica e la definizione del messaggio. Messaggio che non è tanto diverso da quello del 1994, quando Berlusconi fu ‘costretto’ ad entrare in campo per arginare i ‘comunisti’. Ora il ritorno in politica del Cavaliere è necessario per fermare i 5stelle che sono “più pericolosi che i comunisti nel 1994”.

Il leader del centrodestra infine sta riuscendo a fare ciò che ad altri non riesce: ovvero ‘l’agenda setter’. Cosa significa? Significa essere capaci di imporre i propri temi nel dibattito pubblico e Berlusconi è un maestro nel farlo. In pochi mesi ha annunciato che nel caso di vittoria aumenterà le pensioni minime a 1000 euro, che istituirà un ministero della terza età (gli anziani compongono una grossa fetta del suo elettorato) ed abolirà il bollo auto. Temi semplici, facili da recepire e da ricordare il giorno delle elezioni.

La strategia del centrodestra per ora sembra funzionare in modo efficace. Gli altri fattori che sicuramente stanno aiutando il Cavaliere sono un centrosinistra con un leader indebolito (che ha provocato un’emorragia di consenso da parte degli elettori moderati) e da un Movimento 5 stelle che sembra aver perso slancio e potenziale di crescita (rispetto all’anno scorso hanno perso circa un punto percentuale nei sondaggi). Alle elezioni manca poco più di un mese, la partita è ancora aperta ma a meno che non ci siano grossi sconvolgimenti o cambiamenti di tattiche da parte del centrosinistra il risultato sembra uno solo: la vittoria del centrodestra capitanata da Silvio Berlusconi. Ci siamo ricascati.

1 Comment

  1. Il pericolo esiste e gli italiani sono soggetti ad incantamenti. Non conta la storia anche se molto recente, di una negazione della crisi fino all’ultimo minuto del suo governo, non contano le condanne e i processi in corso che lo identificano come impresentabile, non conta la fatica di questi 4 anni degli italiani per ritornare a testa alta sul panorama economico europeo e mondiale. Gli italiani credono ancora ai miracoli!!!!!

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