La nostra chiacchierata con Elly Schlein

in Politiche 2018 di

Elly Schlein prima che una donna di Liberi e Uguali è una donna che crede in due cose: l’Europa e i diritti. Infatti più che della lista guidata da Grasso, nella nostra discussione, si è parlato di un sentiero da tracciare tanto per la sinistra quanto per l’Italia in Europa.

Se Liberi e Uguali il 5 marzo salisse al governo manterreste, modifichereste o eliminereste il cosiddetto Minniti Compact?

Il Decreto Minniti è un’idea sbagliata che non risolve e non affronta un fenomeno; il tutto in linea con le politiche europee sul tema. L’impegno è volto solo ad esternalizzare le frontiere, lo si è visto in Libia (un paese senza un governo e Convenzione di Ginevra) dove per bloccare la gente, la si lascia nei Lager alla mercé dei trafficanti. Si ricordi che il 77% dei minori che hanno attraversato il Mediterraneo Centrale ha subito abusi. Liberi e uguali ha studiato un programma di ampio respiro.

In primo luogo bisogna investire sull’accoglienza diffusa e non nei grandi centri crogiolo di malaffare. Per fare un esempio il CARA di Capo Rizzuto ha visto 70 arresti per infiltrazione camorristica. L’80% dell’accoglienza è gestita in modo emergenziale, è inaccettabile. Se Minniti avesse voluto fare qualcosa di buono avrebbe insistito sul sistema di accoglienza diffuso (SPRAR).

L’attuale legislatura ha perso l’occasione di cambiare la Bossi-Fini che rende quasi impossibile l’immigrazione legale in Italia, rendendo obbligatorie folli sanatorie ex post. L’illegalità crea sacche di assenza di diritto, è là che bisogna agire.

Siamo stati tiepidi nel pretendere dall’Europa, bisogna richiamare agli obblighi europei, non pagare i trafficanti.

Ma abbiamo il potere contrattuale per imporre all’Europa i ricollocamenti? Se l’Europa non ci aiuta come facciamo?

Laddove gli Stati europei non rispettano i propri obblighi vorrei vedere fermezza. Si dovrebbe cominciare a fare la voce grossa. Il Governo italiano sicuramente ha tentato di imporre i ricollocamenti, ma bisogna continuare a lottare in Europa, non spostare la cosa in Libia.

Tra i giovani i partiti più votati sono il M5S e la Lega. Non si sente parlare della sinistra nelle periferie e abbiamo un paese in cui si difende Traini. LeU ha candidato Grasso che non è un giovane e non è una figura che non sembra muovere voti tra i giovani arrivando anche ad un calo negli ultimi sondaggi; si poteva fare qualcosa di diverso, dov’è stato l’errore?

La sinistra deve fare una grande autocritica su questi anni, non siamo un paese per giovani e sicuramente le nostre liste avrebbero potuto essere più competitive. I tempi non sono stati a nostro favore e la Legge Elettorale non aiuta. Difficilmente un progetto giovane poteva riallacciare i fili con una sinistra che però sa ancora mobilitarsi. L’esperienza di altri paesi dimostra che non è l’età del candidato a fare la differenza, ma la radicalità e l’innovatività.

Quindi è mancata la radicalità?

Io penso che il progetto sia innovativo e sufficientemente radicale per i tempi che corrono. Noi siamo una sinistra di governo, certo è una campagna difficile in cui i messaggi di pancia attirano di più. Il nostro lavoro è culturale, quello di ricostruire una sinistra nuova che parla di temi come ambiente e disuguaglianza. La sinistra deve avere il coraggio di affrontare le profonde trasformazioni del mondo del lavoro. L’immigrazione è un arma di distrazione di massa perché gettare le colpe sull’ultimo venuto nasconde che le politiche sull’economia, sulla ricerca e sulla scuola non sono minimamente riuscite a risollevare un paese in difficoltà.

Ultima battuta, vi state concentrando sull’elettorato che vota Grillo o quello che vota PD? Perché si ha l’impressione che la vostra sia una campagna contro a volte uno e a volte l’altro. Dov’è che bisogna concentrarsi?

Non bisogna impostare una campagna contro, ma una per. Noi siamo alternativi a questa destra rigurgitante fascismo. Siamo alternativi alle politiche sbagliate, retrograde e di destra del PD. E ovviamente siamo alternativi ad un movimento falsamente onesto e di destra come il Movimento 5 Stelle.

Sigaretta o penna nella mia destra sono fiero del mio sognare e del mio scrivere. Sogno di cambiare il mondo, ma forse gli articoli, nel bene o nel male, me li scrive il gatto.

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