Dopo le dimissioni, le risposte di Civati

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Agli Stati Generali di Possibile a Bologna c’era un palpabile clima di disorientamento, nel senso che non si capiva bene quale strada si fosse percorsa. Echeggiava nella hall del cinema Nosadella la frase “bisogna ricostruire” condita dal profumo di pop-corn e dall’odore ben più acido della delusione. Ecco forse ho visto più orgogliosa amarezza che tristezza nei delegati, nei volontari e nei semplici osservatori come me.

Conclusosi quel misto di saluti, riflessioni taglienti e odore di snack filmici tutti hanno preso posto nella sala (piena) per ascoltare le parole del Segretario.

Apre il discorso con “non è un funerale” (applauso scrosciante n.d.a.) e prosegue scusandosi per non essere riuscito ad elevare il dibattito elettorale e nemmeno a portare agli elettori la storia di ciò che si era fatto e di ciò che si voleva fare. Incolpa della disfatta se stesso, ma anche i compagni Grasso e Fratoianni oltre ad un centro-sinistra che ha candidato Casini e Lorenzin distruggendo sempre più l’immagine della sinistra. Sottolinea il fatto che quando Pietro Grasso ha incontrato Jeremy Corbyn solo il secondo aveva in mano un manifesto. LeU ha mancato quindi di contenuto, ma soprattutto di coerenza visto il tradimento dei principi condivisi circa la costruzione delle liste. Senza andare oltre con questa incompleta sintesi del suo discorso chiudo riportando solamente il suo appello a riscoprire la parola solidarietà e quindi a “continuare con ciò che è giusto”.

Restavano però, nella testa degli astanti, delle domande che ho avuto la fortuna di fargli pochi giorni dopo.

Durante il suo discorso agli Stati Generali lei ha fortemente attaccato la coalizione di cui fa/faceva/farebbe parte. Anche se si parla di principi per la creazione delle liste fa impressione che un partito che dovrebbe rappresentare un certo modo di fare politica abbia tradito se stesso prima ancora di cominciare; alla luce di ciò e della mancanza di reazioni di MdP e SI, ritiene che il progetto LeU sia da archiviare e superare o solo da ristrutturare?

È chiaro che non rispondano dal momento che ciò che ho detto è vero, non possono smentire. Dovrebbero spiegare agli elettori perché si sono comportati in quel modo, visto che non l’hanno fatto con me. LeU sta tentando di ricomporsi in Friuli, ma ha un sacco di problemi interni ed anche per questo non mi ha sorpreso la mancanza di reazioni.

Per quanto riguarda il futuro di LeU io mi sono dimesso da segretario quindi non spetta a me rispondere a questa domanda, sarà la stagione congressuale a decidere il da farsi.

Lei ha parlato di solidarietà ed ha consigliato di abolire, nella ricostruzione della sinistra, la parola “ripartire” perché bisogna azzerare tutto, ricominciare anche dal “semplice” concetto di manifesto. Ma cosa andrebbe scritto in un manifesto per riconquistare la voglia di sognare degli elettori che hanno votato principalmente chi ha fatto facili promesse?

Gli elettori votano quelli che dicono qualcosa in modo chiaro. Hanno vinto quelli dai messaggi più triviali e carnevaleschi perché non c’è stata la stessa determinazione in quelli che avrebbero dovuto raccontare una storia diversa

Per me c’è una grande attesa di rinnovamento a sinistra, un altro argomento che non si è molto visto nelle analisi del dopo voto, in questa campagna elettorale si sono visti pochi volti di giovani e di chi è stato sempre coerentemente contrario a molte scelte del governo.

Lei ha da pochissimo pubblicato il libro “Voi sapete, L’indifferenza uccide”; un appello a riscoprirsi umani. Ad un certo punto ricorda come, in occasione del Referendum Costituzionale, gli italiani si siano riscoperti costituzionalisti senza però leggersi l’articolo 10. Perché questa foga si è spenta sui diritti?

Quelli di Possibile ne hanno parlato di immigrazione, ma si è preferito non parlarne di più. nemmeno a sinistra, per non rischiare di perdere voti.  Tra le alpi e nel mediterraneo stanno accadendo cose drammatiche, come se non ci fossero obblighi costituzionali in tutto questo quando invece la Costituzione ci obbliga anche a rispettare dei diritti che stanno venendo violati all’estero, anche con i soldi italiani (le motovedette libiche n.d.a.)

Per concludere, lei ha detto che bisogna riportare la sinistra nelle strade e davanti alle fabbriche, però negli ultimi anni si è vista sempre meno. ora quelle strade sono di altre formazioni. Parlando a dei lettori giovani, come si inverte questo trend?

Bisogna avere delle proposte, un manifesto, un riferimento che sia sufficientemente alto e reale. Bisogna essere dove i conflitti sociali sono in atto, bisogna saper raccontare una storia e per storia si intende qualcosa che si costruisce insieme. Per questo penso che le organizzazioni politiche siano importanti, per costruire qualcosa di condiviso e questa volta non siamo stati in grado di farlo; le mie dimissioni sono la presa di responsabilità di questo. In questa campagna elettorale tutti hanno raccontato tante cose false, si pensi alle fake-news; si sono fatte promesse impossibili da mantenere. Ora tocca a voi giovani prendere il posto di noi che abbiamo fallito.

Voglio concludere questo resoconto post-elettorale delle mosse di Possibile e delle risposte del suo ex segretario Civati citando l’intervento, agli Stati Generali, del delegato Andrea Braga che invita a cercare di creare una rete fortissima e molto larga con tutte le realtà del territorio e per questo a mettersi in contatto e creare una realtà per fare le cose oltre a dire di farle.

Si è dovuti scendere dove l’acqua è più profonda per urlare con forza forte inviti come questo, ma forse è davvero ora di accettarli.

Sigaretta o penna nella mia destra sono fiero del mio sognare e del mio scrivere. Sogno di cambiare il mondo, ma forse gli articoli, nel bene o nel male, me li scrive il gatto.

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