Spazzatura da bruciare in due forni: divertissement filosofico

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Una faccenda filosofica scottante sarebbe capire il successo del Movimento 5 Stelle. Chiunque ha visto persone – distantissime tra di loro – che stima e non stima affatto votare e parteggiare per il M5S: come mai questo partito può rivolgersi ad una platea così ampia e variegata? Le trattative per formare un governo languiscono; i veti incrociati inibiscono l’azione; è giusto allora comprendere da chi è composta la terza repubblica italiana. Il problema si acuisce nel vedere il fenomeno pentastellato dei “due forni”, ossia l’indifferenza con cui i grillini son pronti a trattare col PD o con la Lega per la formazione di un governo. Se non esiste un alleato naturale dei grillini, la loro natura va posta in questione.

I partiti politici dovrebbero essere l’unione di una forma (data dallo statuto) e di un contenuto (data dal programma). Spesso si è pensato al Movimento 5 Stelle come un partito senza forma ma con forti contenuti: senza forma, perché nel tempo si sono susseguiti non-statuti, riti, forte dirigismo del “garante” Beppe, azione poco limpida della Casaleggio Associati, direttorio, monorettorio di Di Maio, correnti senza congressi, primarie aperte e votazioni chiuse. I pentastellati non hanno una forma definita e potremmo definirli informi, un’accozzaglia di puro contenuto: la politica dei due forni è possibile in quanto i grillini, bisognosi di una forma per legittimarsi definitivamente, possono tradurla, in analogia o opposizione, dai loro eventuali partner di governo, e quindi darsi una costituzione più congressuale e litigiosa (PD) oppure leaderistica e rituale (Lega).

Eppure, non sono sicuro che i Cinque stelle abbiano dei veri contenuti. In primo luogo, perché sarebbe difficile potersi accordare con due forze così diversamente strampalate come PD e Lega con contenuti precisi: ci sarebbe di sicuro un alleato ben più naturale dell’altro. In secondo luogo, cambiare idea è una scelta saggia: ma le cronache grilline degli ultimi anni ci narrano i loro stravolgimenti di pensiero, di ideologia, di atteggiamento. Non c’è forse una singola proposta politica che non abbia trovato nel corso degli anni e a volte dei mesi continui sconvolgimenti e traslazioni di significato. Se i cinque stelle non avessero contenuti precisi, ma una forma chiara, li definiremmo vuoti. In questo caso la pura forma si riempirebbe dei contenuti neoliberal-progressisti dell’attuale PD o del sovranismo fascistico dell’attuale Lega.

Tuttavia, il problema sorge perché ci accorgiamo che i grillini non hanno né forma né contenuto. Loro sono, nell’iperuranio platonico, come la sporcizia, che non ha dignità o consistenza ontologica, tanto da non avere né forma, né contenuto, né idea. Sono così simili al nulla da dimostrare che il nulla non è, ma di sicuro esiste, perché ne abbiamo esperienza nella nostra esistenza (e votando i 5 Stelle siamo votati al nulla). La platea variegata che vota 5 Stelle nasce dalla stessa inconsistenza con cui si presentano: come diceva Di Maio, loro hanno i valori di Berlinguer, di Almirante e di De Gasperi – che vale a dire non ne hanno alcuno. Per questo è possibile che il nulla apra due forni per alleanze, in quanto si rapprende intorno a tutto ciò che è vivo e ha una qualche idea (sempre intesa come unione di forma e contenuto); e non è certo che la sporcizia dei grillini, entrando in uno dei due forni, come il metallo, ottenga una forma definita e un contenuto solido. Che accadrà col nulla? Risucchierà l’alleato? Verrà spazzato via come la polvere?

Spero e credo che da questo forno esca qualche pezzettino di ferro, ma di certo, finché i forni rimangono due, i Cinque Stelle dimostrano di valere come la spazzatura.

2 Comments

  1. Le …vaghe stelle del Grillo propongono un “contratto di governo”. Ricordo un vecchio libro di P. Krugman (Nobel dell’economia) dal titolo significativo: “Un paese non è un’azienda”: non è possibile fare …joint venture per governare un paese.

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