Il ferro di cavallo di una sinistra mancante

in Politica di

Tra le risposte assenti di un Partito Democratico impreparato, senza un’idea di società da contrapporre ad una visione sovranista sempre più trasversale, e un partito – Liberi e Uguali – diviso addirittura nella sua non nascita, la Sinistra si trova ad affrontare una dura sfida, resa ancora più ardua dall’impellenza del momento In questo “chiaroscuro fra mondo antico e mondo nuovo” nasce Potere al Popolo. Nasce il Partito Comunista. Nascono movimenti come Senso Comune. Per chi conosce Gramsci parlo esattamente di loro: i mostri, o alcuni di loro, almeno.

Dopo anni di insuccessi elettorali (colpa dei poteri forti, non di un linguaggio di altri tempi) la Sinistra extraparlamentare si è auto investita del compito sacro di rinnovare e ricostruire un fronte socialista in Italia. Confusi e senza idee, hanno visto la Destra – ormai associata all’aggettivo sociale – fare incetta di voti nel loro intento di difendere i piccoli della società, affidandosi ad una visione sovranista e nazionalista. Con tutti i dovuti sé e ma, hanno fatto propria la prima, trasformandosi in un fronte del popolo per il popolo che oggi non riesce comunque ad imporsi sulla Destra.

Carne per la brace, però, è stata la scelta del Presidente Mattarella: rifiutare un Ministro che avrebbe portato ad un collasso degli investimenti nel nostro paese, il cui atteggiamento verso l’Europa non faceva parte né del Contratto né del programma iniziale. Dopo la sua scelta, i comunisti di Rizzo, i militanti di Potere al Popolo e i comunardi di Senso Comune hanno costruito una larga (!) opposizione al No del Presidente, di fatto scegliendo di assecondare quella visione di società che tanto fa comodo alla Destra.

E no, non sto parlando di euroscetticismo, ma di quella narrazione che diventa miscuglio di verità e finzione che funziona benissimo sulla pancia dei cassaintegrati e di chi lavora in nero, di chi si ritrova a lavorare a cinquanta km da casa e che non riesce a far quadrare il proprio bilancio mensile, e che vorrebbe spiegare il normale funzionamento dei mercati europei (da cui dipende ogni nostra mossa al supermercato) come una serie di numeri calati dall’alto. Parlano di ingerenza delle potenze europee, di un’Italia asservita alla Germania e di chiamate intimissime fra Merkel e Mattarella. Una spiegazione senza ombra di dubbi approssimativa, i cui problemi vorrebbero essere risolti tramite un sovranismo estremo, di cui si ignorano totalmente i risvolti. Al diavolo le borse borghesi: i prezzi li scegliamo noi!

La logica di mercato non è una logica che è possibile ignorare. Proprio per questo, con una globalizzazione rampante e misure di austerity a sostenerne l’urto, il compito di una Sinistra responsabile è quello di proteggere i lavoratori e gli ultimi dai pericoli del mercato libero. Redistribuzione della ricchezza, battaglie per il salario minimo, dignità di lavoro, diritti sociali e il classico pugno battuto sui tavoli di Bruxelles sono le battaglie che solo la Sinistra oggi, nel sonno della ragione, può portare avanti. Per eredità, per scelta, per vocazione, perché nessun altro è in grado. Ma scegliere di adottare una posizione comoda contro l’Euro e parlare di ingerenza dei poteri esteri non porta avanti nessuna di queste cause, anzi, intacca l’idea di Unione Europea da riformare, in cui è possibile rendere prioritario il rispetto di ogni diritto sociale, bollandola come corrotta e irreparabile.

Se scavi in profondità, se arrivi davvero in fondo, se provi ad ascoltare anche solo con un orecchio, tutti hanno qualcosa da dire. Forse anche io.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*