Brian di Nazareth

in Appunti letterari di

Ogni anno, a partire dal 2006, in occasione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, viene assegnato il premio Brian, ad un film che  “evidenzi ed esalti i valori dal laicismo, cioè la razionalità, il rispetto dei diritti umani, la democrazia, il pluralismo, la valorizzazione delle individualità, le libertà di coscienza, di espressione e di ricerca, il principio di pari opportunità nelle istituzioni pubbliche per tutti i cittadini, senza le frequenti distinzioni basate sul sesso, sull’identità di genere, sull’orientamento sessuale, sulle concezioni filosofiche o religiose”.  Il nome di questo premio viene dalla pellicola di culto dei Monty Python: Brian di Nazareth.

Prima di iniziare a parlare del film è necessaria una piccola parentesi sugli autori: I Monty Python erano un gruppo satirico inglese, composto da 6 membri, attivo tra gli anni 70 e 80. All’attivo hanno quattro film, tre serie televisive, numerosi special ed LP.  Tranne Terry Gilliam, unico membro statunitense, tutti i comici si erano laureati tra Cambridge e Oxford. La loro comicità, per questo motivo, denotava una certa ricercatezza. Le gag, anche le più banali, erano quasi sempre a sfondo culturale. Questa comicità così ricercata ma, allo stesso tempo, estremamente diretta e comprensibile da tutti, ha pesantemente influenzato le seguenti generazioni di comici. Fine della parentesi.

Fun Fact: Sono gli inventori del termine Spam.

Ritorniamo a parlare del film. Ambientato ai tempi di Gesù, segue le vicende del povero Brian, un giovane ebreo, coetaneo del Messia, il quale, un po’ per amore un po’ per stupidità, si ritrova coinvolto in un piano per liberare la Palestina dalla dominazione romana. Raccontando questa vicenda, il gruppo comico costruisce una satira efficace e sottile, mai cattiva ma sicuramente tagliante. Posso essere banale? Una satira molto inglese.

Bersaglio principale dell’opera è il fanatismo, in ogni sua forma. La lettura del film come di un attacco diretto solo alla Chiesa Cattolica è fallace e fa perdere di vista l’insieme. La critica non è rivolta alla religione in sé, ma alla sua osservazione cieca, all’annullamento del pensiero critico dei singoli, desiderosi solo di avere un messia al quale ispirarsi e dal quale ricevere aiuti divini. Uno dei popolani, ad un certo punto, dice : “Io me ne intendo di Messia, ne ho seguiti tantissimi”. Evidentemente il personaggio in questione ha passato tutta la sua vita a cercare una guida, invece di cercare una sua strada.

Oltre al fanatismo religioso, vittima della satira sono i gruppi politici di ispirazione marxista. I compagni del protagonista, membri del “Fronte Popolare di Giudea”, passano il loro tempo a discutere tra loro, fare mozioni, riunioni, verbali e a litigare con tutti gli altri gruppi di Liberazione, piuttosto che agire attivamente contro i romani. In più di un’occasione i dirigenti del fronte fanno capire come il loro vero nemico non siano i romani, ma i membri del “Fronte Popolare Giudeo” e del “Fronte Giudeo del Popolo”  L’unico a fare azioni concrete è il povero Brian, il quale neanche crede veramente nella battaglia.

I romani non vengono, ovviamente, risparmiati. Loro rappresentano il potere cieco e altezzoso, incapace di capire ciò che succede nel proprio territorio, poiché troppo impegnato a glorificarsi da solo. La figura di Ponzio Pilato, a mio parere, è la meglio riuscita del film. Arrogante, ottuso, ma estremamente potente e, per questo, pericoloso.

Il film è stato, ovviamente, vittima di critiche pesanti all’epoca. Definita come blasfema, osteggiata dalle autorità religiose e stroncato da parte della critica, la pellicola ha rischiato prima di non essere prodotta, dopo il dietrofront della Warner, poi di non essere distribuita in molti paesi. La produzione è stata salvata da George Harrison (sì, quello dei Beatles), il quale fondò, in questa occasione, la sua casa di produzione cinematografica. Per quanto riguarda la distribuzione, uno dei paesi che ha visto ritardare l’uscita del film è stato proprio il nostro, nel quale è stato distribuito solo nel 1991, 12 anni dopo la distribuzione inglese. E questo dovrebbe bastare per farvi capire la forza di un’opera, ambientata 2000 anni fa, girata negli anni 70, ma ancora attuale.

Sono appassionato di cinema, letteratura e politica. In poche parole non mi piace uscire ma detto così pareva meno brutto.

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