Tra Diritto Internazionale e terzomondismo improvvisato

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Prendete un asilo senza maestra, in cui tutti i bambini si comportano tra loro secondo regole che loro stessi si sono dati, ma nessuno alla fine controlla. Ogni tanto dei bambini si mettono insieme in dei club/gang e le regole si fanno per loro più stringenti, ma quanto queste regole siano strette varia molto da gang a gang e comunque esistono bambini più importanti a cui le regole si applicano in maniera elastica e gli sfigatelli.

Ecco, questi sono gli stati e il diritto internazionale.

DUE RISPOSTE ALLA QUESTIONE

Alla questione Aquarius dunque si possono dare due risposte, una da manuale di diritto internazionale e una, diciamo, più “scafata”.

Quella da manuale è breve e tranchant: l’Italia non poteva respingere la nave. Certo, il ministro Salvini ha detto che lo staff ministeriale sta già consultando precedenti e giurisprudenza ma, scusate lo spoiler, il finale è presumibilmente quello che ho scritto.

La risposta più scafata è più articolata e, se volete, più politicamente scorretta: non è per nulla scontato che l’Italia prenderà sanzioni perché abbiamo fatto sempre la nostra parte sul tema dell’immigrazione, siamo un agente fondamentale nel Mediterraneo e Salvini ha agito in una situazione controllata.

Infatti, con buona pace di tutti quelli che si sono battuti il petto al grido del “nessuno pensa ai migranti” stile moglie del reverendo Lovejoy, la Aquarius non è una carretta del mare e aveva dei viveri. E sono pronto a scommettere che se fossero finiti l’Italia ne avrebbe mandati altri. Non perché Salvini sia buono, ma perché non è stupido e una responsabilità penale non la vuole nessuno.

LA MIA OPINIONE SULLA QUESTIONE

Salvini ha voluto dare un segnale diplomatico forte e sul piano politico questa volta ha vinto. Certo, ha violato delle norme, ma i rapporti tra Stati non si basano solo sulle norme ma anche su dei segnali. Segnali che, molto spesso, vengono fatti “sulla pelle delle persone”.

Triste.

Orribile.

Ma inevitabile.

E, ripeto, non è un caso che si sia scelta una situazione controllata come la Aquarius per fare questo esperimento di diplomazia.

Un esperimento rischioso, perché il gioco del cerino su chi si piglia la nave potrà funzionare non so quante volte ancora. Basta un contrattempo come una donna incinta che partorisce sulla nave senza assistenza o un bambino che si sente male e la posizione diverrebbe insostenibile.

Ma se da un lato non tollero Salvini, dall’altro non ha senso comportarsi da verginelle e credere che queste cose “scorrette” non si siano mai fatte.

Perciò l’opposizione vera non può basarsi su manifestazioni pro migranti o su quella inutile anche se vera tabella che mostra i rifugiati di Malta. Bisogna incalzare il Viminale punto su punto, chiedere che a quest’atto di forza si faccia seguito con azioni politiche nelle sedi opportune. Altrimenti la Aquarius non sarà nient’altro che una spacconata da bullo di periferia.

E ricordiamoci tutti una cosa: abbiamo il governo più conservatore e di destra degli ultimi anni, ma lezioni di umanità dalla Spagna di Ceuta e dalla Francia di Ventimiglia anche no.

Laureato in giurisprudenza con una grande passione per l'attualità e l'analisi politica. Consumatore vorace di film, serie tv, libri e fumetti

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