Tutti parlano di Ventimiglia

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Qualche giorno fa Ventimiglia è tornata al centro del ciclone mediatico. Giusto il tempo di una crisi diplomatica fra Italia e Francia, quando Macron ha denunciato “il cinismo e l’irresponsabilità del governo italiano” a seguito del divieto alla nave Aquarius di attraccare in un porto italiano.

La crisi è passata, ma Ventimiglia rimane e proprio “cinismo” e “irresponsabilità” sembrano le parole perfette per descrivere il comportamento assunto dalla Francia, e dalle sua autorità, nei confronti dei migranti che hanno tentato negli ultimi tre anni di superare la frontiera. Irresponsabilità recidiva visto che, nel silenzio generale, è già stata inviata una nuova comunicazione alla Commissione Europea da parte del governo relativa all’estensione dei controlli alle frontiere fino ad Ottobre 2018.

Inoltre è notizia di qualche giorno fa che ad Airole, a pochi chilometri da Ventimiglia, i gendarmi francesi hanno perlustrato i sentieri che portano in Francia senza alcuna autorizzazione. “Alle 11 della mattina ho visto un’auto della Gendarmeria francese parcheggiata in piazza”, racconta ad Avvenire Fausto Molinari, sindaco della piccola cittadina. “Ho chiesto ai miei di tenerla d’occhio perché non eravamo stati avvisati. Ogni tanto capita che arrivino, ma si fermano solo per poco e comunque lo fanno in contatto con i nostri carabinieri. Probabilmente si sono allontanati per perlustrare i nostri sentieri che conducono in Francia. Non era mai successo. E comunque avrebbero dovuto informarci”.

L’indisposizione francese non ha lasciato indifferente Enrico Ioculano, sindaco di Ventimiglia, il quale ha attaccato Macron per la sua incoerenza dichiarando che “non si accettano lezioni di morale dalla Francia”, come si legge sul Secolo XIX. Il sindaco non ha avuto parole dolci nemmeno per Salvini, definendo il suo gesto come “un atto propagandistico sulla pelle dei più deboli”.

RAPPORTO OXFAM

Intanto, però, che la situazione a Ventimiglia non stia migliorando ce lo mostrano diversi elementi. Prima di tutto il nuovo rapporto “Se questa è Europa” di Oxfam, una delle organizzazioni umanitarie più attive sul territorio. Oltre a riassumere i problemi che avevamo già individuato e raccontato a Febbraio (trasferimenti forzati a Taranto, Campo Roja inadeguato etc) Oxfam evidenzia soprattutto due nuove criticità:

1) DONNE

Precarietà assoluta per le donne, “segmento della popolazione migrante estremamente fragile” esposto “a molti rischi”. Si legge, inoltre, che “dall’inizio dell’anno sono presenti in città diverse ragazze eritree, giovanissime, incinte o con bambini di pochi mesi, concepiti durante il viaggio” e proprio queste “hanno raccontato di essere rimaste incinte in seguito alle violenze sessuali subite in Libia o in alcuni campi profughi”.

Alcune nostre intuizioni, riguardo una possibile tratta delle donne a Ventimiglia, viene confermata nelle righe successive quando Adoum Ismail, mediatore culturale Oxfam, afferma che “le donne arrivano in gruppo, con qualche che le porta i bagagli. Quando proviamo ad avvicinarci spesso non ci guardano neanche negli occhi, ed è evidente che sono controllato, che qualcuno gli ha detto di non parlare con noi. Poi spariscono: molte delle donne che vediamo uscire dalla stazione non le rivediamo né sotto il cavalcavia, né al campo Roja, né in giro per la città”

2) VIOLENZA DELLE AUTORITà FRANCESI

Da tre anni il comportamento della polizia francese si è distinto per abusi ed episodi di illegalità verso i migranti. Come ci è stato raccontato a Febbraio, i minori continuano ad essere respinti e “non vengono mai messi nelle condizioni di poter esercitare questo diritto: non è possibile essere aiutati da un interprete o chiedere l’intervento di un avvocato, figure che non sono mai presenti nelle zone di confine”.

Gli agenti “compilano i ‘refus d’entrée in loro vece e viene sistematicamente indicata, tra le opzioni contenute nella sezione ‘i vostri diritti’, ‘voglio ripartire il più rapidamente possibile’, invece di ‘non voglio ripartire prima che sia passato un periodo di 24 ore’, come se l’essere respinto istantaneamente fosse una scelta del minore”.

Inoltre si legge che “dopo le sette di sera, sulla base di accordi con la Polizia Italiana, non è più possibile effettuare nessun respingimento”. Nonostante questo “adulti e minori vengono trattenuti illegalmente all’interno di locali della polizia ferroviaria francese fino al mattino successivo, in condizioni di promiscuità, senza cibo né acqua, senza coperte o materassi, senza nessuna informazione su quanto sta avvenendo”. Senza ovviamente che né interpreti né legali possano accedere a questi locali.

“Gli urlano, gli ridono in faccia, li spintonano, gli dicono ‘tanto di qui non passi’. Ad alcuni aprono il cellulare e portano via la scheda, con tutti i dati, i contatti della rubrica”. Così, “non possono nemmeno più telefonare ai genitori” racconta nel rapporto Daniela Zitarosa di Intersos.

VOCI DA VENTIMIGLIA

Parole preoccupanti ci arrivano anche da S., un ragazzo sudanese che abbiamo conosciuto a febbraio all’info-point ‘Eufemia’: “Al momento, per i migranti non è facile dimorare sotto il Ponte delle Gianchette”, ci spiega via messaggio. La polizia “chiede loro di spostarsi al Campo della Croce Rossa il prima possibile”. Ci sono stati anche episodi di abusi di potere da parte delle forze dell’ordine ai danni dei volontari: “non vogliono nessuno che dia una mano ai profughi”, dice S., che aggiunge: “quasi ogni giorno, i poliziotti organizzano ronde contro i migranti abbandonati lungo le strade, che vengono arrestati e portati in Sud Italia”.  Le famiglie “sono state trasferite al Campo Roja”, mentre “i volontari di Eufemia continuano a distribuire cibo”. Al momento, c’è a disposizione “un camioncino su cui è possibile fare e distribuire thè”, sul quale spesso stazionano “tre o quattro volontari e alcuni rappresentanti del gruppo ‘20K’”.

LA RISPOSTA

Quello che si può notare è un certo fermento delle associazioni attive sul territorio ventimigliese.

Lo scorso 17 giugno, presso il ‘Circolo Combattenti e Reduci Montegrappa’ di Genova, si è svolto un pranzo solidale per raccogliere fondi da destinare al ‘Bar Hobbit’ di Delia Buonuomo, che – al momento – versa in una situazione di difficoltà economica e gestionale. Seppur nel tempo ostracizzata dalla popolazione locale, da tre anni la ‘Mami dei migranti’ “continua a essere un riferimento costante per migranti e solidali presenti al confine”, si legge nella descrizione dell’evento. Delia “ha fatto del proprio bar un punto di approdo sicuro”, offrendo quotidianamente “riparo e cibo alle donne in gravidanza, ai bambini e a chiunque non avesse la possibilità di pagare: per molte persone ha rappresentato l’unico posto dove potersi lavare, ricaricare il telefono e riposare”. Nel suo bar è stato anche “organizzato un corso d’italiano per migranti con l’aiuto di un’insegnante in pensione”.

Inoltre, sulla propria pagina Facebook, l’associazione ‘Progetto 20K’ dà notizia di un corteo internazionale che si terrà sul suolo ventimigliese il 14 luglio alle ore 14.00.  Una mobilitazione finalizzata “a rivendicare la necessità di un permesso di soggiorno europeo, il diritto alla mobilità e a ripensare l’attuale sistema di accoglienza”, dichiara il collettivo, che spiega: “Ventimiglia è il simbolo del fallimento di un’Europa” fatta di “confini interni che non dovrebbero più esistere per le persone e che invece si stanno moltiplicando”.

Ps. Purtroppo, è di ieri – 21 giugno 2018 – la notizia del rinvenimento del cadavere di un ragazzo africano di circa 35 anni. Il corpo è stato ritrovato sul lungomare verso le ore 20 da alcuni passanti. Al momento, sono in corso esami di accertamento da parte dell’autorità giudiziaria.

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