La forza che sconfigge il tempo

in Appunti letterari di

Passeggiare per le strade di Roma è come viaggiare nel tempo. I fasti dell’età imperiale e lo sfarzo barocco delle chiese ci rapiscono la vista e ci ingannano. I panorami ci incantano, e solo la vista di qualche gru o di qualche aereo ci fa tornare alla realtà, spaesati. Tutto ciò però avviene nonostante l’azione del tempo, che consuma, invecchia e svilisce ogni cosa. Aveva ragione Rino Gaetano, dovremmo quindi convincerci tutti “dell’inutilità irreversibile del tempo”.

Perché il passato lo rievochiamo noi, con la nostra immaginazione. Lo viviamo come un bel sogno.

La Virgilia, unico romanzo di Giorgio Vigolo (Roma 1894 – 1983), ci racconta proprio di come un giovane riesce a far rivivere il passato e a vivere lui stesso come in un sogno. È la storia di chi riesce ad uscire dall’irreversibilità abrasiva del tempo grazie all’immenso potere della musica.

“Voi comprenderete quanto la musica dovesse facilitare in me questa mistica passione di resuscitare l’antico; perché delle bellezze che il tempo ci ruba e ci occulta sotto il pesante ammanto dei secoli nessuna riemerge alla luce così viva, come il canto o le musiche dei giorni lontani.”

Scritto in età giovanile, più volte rivisto e infine pubblicato nel 1982, il romanzo racconta attraverso le pagine di un diario la storia di un giovane musicista alla ricerca di manoscritti. Arrivato nella Città Eterna dal nord Italia, il protagonista si perde e si innamora in una Roma nobile dal sapore dannunziano ed allo stesso tempo popolare, come quella cantata del Belli. Ancora ebbro dello splendore rinascimentale di Urbino, di Firenze e con ancora in testa la musica del Monteverdi studiata approfonditamente a Mantova, il ragazzo si ritrova impotente di fronte a questa nuova avventura. La passione per la ricerca lo cattura e confini tra presente e passato, così come quelli tra realtà e immaginazione sfumano sempre di più creando un nuovo mondo, il suo mondo.

Vigolo ci racconta quello che forse lui stesso provò all’inizio del suo percorso intellettuale che lo porterà poi ad essere poeta , scrittore, critico letterario e musicale. In fondo, Roma la conosceva molto bene e conosceva bene l’emozione di trasformare le annotazioni musicali di una vecchia pagina ammuffita in una musica viva, presente.

Propria questa tentazione del protagonista di far rivivere o meglio di far resuscitare il passato lo porta ad innamorarsi di una donna, che diventerà infine il vero e proprio scopo della sua ricerca.

Notti insonni passate ad ascoltare musiche misteriose e notte tormentate dalla presenza fantasmagorica di una donna, sconvolgono la mente del giovane. Le pagine di un manoscritto rilegate in un album verde diventano l’oggetto più prezioso che possiede. Il vagheggiare e lunghe passeggiate per Roma sono la forza ispiratrice e la sua azione più frequente.

È una storia breve, ma densa. Un racconto lungo ma coinvolgente. Avvolgente come una composizione organistica. Una storia che accresce e dimostra il potere quasi magico di una città, ma soprattutto manifesta la forza della musica, che come un sempreverde resiste all’alternarsi delle stagioni e che se scritta, sconfigge il peso titanico del tempo.

Studente di lettere. Un sogno? Lasciare il mondo un po' migliore di come l'ho trovato.

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