Cosa dice il rapporto di ‘Save the Children’ su Ventimiglia?

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Lo scorso 26 luglio, Save the Children Italia Onlus ha pubblicato un rapporto intitolato Piccoli schiavi invisibili contenente una dettagliata analisi sulla preoccupante piaga dei “minori vittime di tratta e sfruttamento” che affligge l’Italia. Nel quarto dei cinque capitoli in cui è suddiviso, il resoconto si concentra sugli “hub della frontiera nord italiana”: su tutti, emerge Ventimiglia, definita come la più critica “tra tutte le aree (italiane) in cui Save the Children è intervenuta negli ultimi anni”. Di seguito, le principali rilevazioni della ONG londinese.

Attualmente,  le associazioni coinvolte  nella rete di accoglienza stimano la presenza di “oltre 500” migranti in transito in città. La percentuale di minori è definita come “importante”. Save the children dichiara che la maggior parte dei minori stranieri non accompagnati di cui si è occupata sul campo “ha chiaramente manifestato la propria volontà di non voler entrare nel circuito istituzionale dell’accoglienza e di voler proseguire autonomamente il viaggio all’estero”.

Il rapporto critica principalmente “l’inadeguatezza del sistema di accoglienza per minori di Ventimiglia”, che ha contribuito ad incrementare “la propensione all’abbandono delle strutture”. In città è presente “una sola comunità per minori” con 12 posti a disposizione. Inoltre, “è stata attivata una convenzione con un CAS per adulti che può accogliere un numero massimo di 10 minori per un periodo non superiore ai 7 giorni”. A onor del vero, Ventimiglia non può contare su una spiccata solidarietà regionale: stando ai dati del report annuale di monitoraggio relativo ai MSNA presenti sul territorio nazionale, aggiornati al 31 dicembre 2017, la Liguria risulta essere la 13esima regione per numero di accolti (257, corrispondenti all’1,4% del totale nazionale).

La situazione è stata resa ancora più difficile da alcune recenti decisioni delle autorità locali e dall’inasprimento dei controlli alla frontiera meridionale voluti negli ultimi anni da Parigi.

CHIUSURA DELLA CHIESA DELLE ‘GIANCHETTE’

A partire da agosto 2017, a seguito della decisione della Prefettura d’Imperia di cessare le attività di accoglienza garantite dalla Chiesa di Sant’Antonio alle Gianchette (all’epoca gestista da Don Rito Alvarez), alcuni migranti minori sono stati costretti a stanziarsi per mesi “lungo l’argine del Roja, sotto il cavalcavia o il ponte ferroviario che tagliano il fiume”, complice “l’assenza di un centro di transito a essi dedicato”. È bene precisare che “si tratta di aree estremamente degradate”: gli alloggi sono costruiti con materiali di scarto e l’acqua del fiume viene regolarmente utilizzata per lavarsi o bere.

Save the children riporta anche che “diverse organizzazioni (vedi Intersos) hanno segnalato come molte ragazze si prostituiscano lungo il fiume per guadagnare i soldi necessari ad attraversare la frontiera”. Questo fenomeno – definito ‘survival sexè “radicato ed ampiamente noto alle autorità competenti”, precisa Intersos. Sebbene non adatta “all’assistenza di persone particolarmente vulnerabili, che richiedono competenze ad hoc”, la Chiesa di Sant’Antonio rappresentava un luogo in cui poter instaurare un dialogo con le vittime di tratta. Al contrario, al Campo della CRI – dove molti alcuni migranti sono stati trasferiti a seguito della chiusura della Chiesa – “le donne sono totalmente controllate dai trafficanti presenti”. Inoltre, “la fuoriuscita dal Campo CRI avviene in maniera molto veloce”: raramente “le donne nigeriane (principali vittime di abusi insieme alle ragazze del Corno d’Africa, ndr) vi trascorrono più di una settimana”.

SGOMBERO DELL’ACCAMPAMENTO INFORMALE

Dopo l’ordinanza di sgombero dell’accampamento informale voluta ad aprile 2018 dalle autorità locali per ragioni sanitarie, gli operatori di Save the Children hanno rilevato come “molti minori permangono sul piazzale antistante il cimitero di Ventimiglia” (di fianco al ponte, ndr) e che “decine di essi dormono a terra in condizioni degradanti, promiscue e pericolose”. L’unico baluardo rimasto è rappresentato da “alcune associazioni di volontari che offrono assistenza legale, connessione a internet e distribuzione di vestiario in un Info-point nei pressi di via Tenda, una delle strade più frequentate dai migranti”.

INASPRIMENTO DEI CONTROLLI FRONTALIERI

In reazione agli attentati subiti negli ultimi anni, culminati durante il triennio 2015-’17, la Francia ha aumentato i controlli alla frontiera meridionale con l’Italia, contribuendo a “dilatare i tempi di attesa dei minori che sostano nella città frontaliera”. Le conseguenze più gravi sono:

  1. L’aumento dei tentativi di superamento del confine, a volte mortali. Il sentiero più battuto dai migranti – anche minori – che scelgono questa strada è il “Passo della morte”.
  2. L’assist indiretto fornito alla “fitta rete di passeur” presente nelle zone di confine, che “organizza il viaggio in auto dall’Italia alla Francia dietro pagamento di una somma di denaro tra i 50 e i 150€”. Il rapporto sottolinea come “i passeur continuano a essere rilevati nei pressi della stazione di Ventimiglia”, dove reclutano i neo-arrivati. Il business è internazionale e non si fa scrupoli a lucrare anche sulla disperazione dei più deboli: “i facilitatori della mobilità minorile sono sia cittadini provenienti da Paesi terzi che italiani”, si legge infatti nel rapporto.

Meritano un paragrafo a parte i “sistematici respingimenti illegali di minori alla frontiera francese presso la stazione ferroviaria di Mentone”, denunciati a più riprese da diverse organizzazioni presenti sul territorio come Medici Senza Frontiere o Caritas. Secondo la polizia ferroviaria delle Alpi Marittime, “dal gennaio del 2017 sono stati fermati 43.000 migranti” nella sola regione transalpina confinante con l’Italia e “il 97 per cento di loro è stato rimandato in Italia”. Chi è respinto riceve un documento denominato refus d’entree, che, di fatto, “comprova il respingimento di minorenni attuato dalle autorità in violazione delle disposizioni di diritto internazionale e comunitario a tutela dei minori” (vedi rapporto Intersos, paragrafo ‘Legal framework’)”.

Importanti segnali in tal senso erano arrivati a gennaio 2018, quando – per la prima volta – un’ordinanza del Tribunale di Nizza aveva “riconosciuto come illegali tali prassi”. Tuttavia, secondo Save the Children, le autorità francesi hanno reagito a tale decisione inaugurando una pratica di identificazione come maggiorenni di persone dichiaratesi minorenni e, talvolta, già identificate come tali in Italia.

Un ulteriore – se possibile – ostacolo per i migranti è l’incremento, registrato nell’ultimo anno, dei trasferimenti di migranti nei centri del Sud Italia, soprattutto nell’hotspot di Taranto e, più di recente, di Crotone. In ogni caso, è bene precisare che nessuna misura coercitiva sembra riuscire a placare la caparbietà dei migranti, talvolta disposti a compiere anche decine di tentativi pur di varcare la frontiera.

*AGGIORNAMENTO*: LE REAZIONI DEL SINDACO

In un’intervista rilasciata mercoledì 1 agosto all’edizione cartacea de Il secolo XIX, il sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano ha affermato che il rapporto di Save the Children presenta “gravi ed imperdonabili inesattezze”. Diversamente da quanto riportato dalla ONG, il primo cittadino sostiene “non si [abbia] riscontro di un fenomeno generalizzato” di prostituzione minorile. Inoltre, Ioculano trova “scorretto sostenere che la situazione sia peggiorata, soprattutto per i minori, dopo lo sgombero dell’accampamento abusivo”. Il campo “era illegale e pericoloso”, pertanto, “è stato smantellato dopo nostre ripetute richieste” col “parere favorevole di diverse associazioni di volontari”, si difende il sindaco PD. Poi, l’affondo: in questi anni, qualsiasi intervento istituzionale è stato sistematicamente demolito, “ignorando sforzi e sacrifici fatti per l’accoglienza”. In chiusura, l’accusa al Ministro dell’Interno Salvini: “di fronte ad accuse così gravi, mi sarei aspettato una smentita o un intervento”.

Fonti:

Rapporto ‘Piccoli Schiavi invisibili’ di Save the children: https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/piccoli-schiavi-invisibili-2018

Rapporto ‘I minori stranieri non accompagnati lungo il confine settentrionale italiano’ di Intersoshttps://www.intersos.org/wp-content/uploads/2018/01/Rapporto-MSNA.pdf

Report sui MSNA del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali: http://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/immigrazione/focus-on/minori-stranieri/Documents/Report-MSNA-mese-dicembre2017-31122017.pdf

Notizia sgombero aprile 2018 da ANSA: http://www.ansa.it/liguria/notizie/2018/04/18/ruspe-in-accampamento-migranti-sul-roja_5d92efda-e173-4ef3-b6e8-45e07f31ad63.html

Respingimenti illegali: http://www.medicisenzafrontiere.it/notizie/news/frontiera-francia-italia-associazioni-e-avvocati-si-mobilitano-il-diritto-d’asilo-e-la e http://www.ilsecoloxix.it/p/imperia/2018/04/10/ACCe1HrC-respingimenti_ventimiglia_denuncia.shtml

 

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