Legion

in Appunti cinefili di

Prima di iniziare la recensione è necessario fare una piccola precisazione: Legion è una serie tratta dai fumetto degli x-Men, ma è quanto di più lontano possa esserci dai Cinecomics e dalle altre opere ispirate a lavori della Marvel.

Come i fruitori dei fumetti sui mutanti sanno bene, il tema portante delle loro avventure è la paura del diverso. Il diverso è visto come una minaccia, e va neutralizzato. Giorni di un futuro  passato ed Estinzione, per citare due saghe, affrontano questo argomenti molto bene, mostrando a quale epilogo può portare la paura incontrollata e la paranoia delle “persone normali” verso ciò che non si comprende. Ogni mutante ha alle spalle una storia di emarginazione, e su ogni personaggio poteva essere costruita una serie a se stante. La fox ha preso una strada particolare però, puntando su un personaggio meno famoso dei suoi colleghi: Legione, il mutante schizofrenico.

David è un ragazzo estremamente tormentato, rinchiuso in un manicomio in seguito al suo tentativo di suicidio, fidanzato con un’altra paziente, con la quale però non ha contatti fisici a causa di fobie della ragazza. Dopo un bacio rubato a Sidney (la fidanzata) si scatenano dei poteri nascosti in David, che, non riuscendo ad essere controllati, uccidono Lenny, una paziente amica dei due. Tutto questo innesca una serie di eventi che porteranno David a fuggire dal manicomio e ad unirsi ad altre persone con poteri particolari, mutanti anche loro.

Sebbene il plot potrebbe trarre in inganno, Legion è una serie per adulti ed estremamente difficile da seguire. La difficoltà principale è dovuta alla struttura degli episodi. Il punto di vista è quello di uno schizofrenico con personalità multiple, quindi le scene spesso non hanno un vero e proprio senso logico. Non è detto, inoltre, che tutte le scene siano in ordine cronologico. Tutto questo è condito da colori sgargianti, scene di ballo, visioni e personaggi al limite del grottesco.

Come nei fumetti, anche in Legion uno dei temi cardine è la paura per il diverso. La paura mano a mano si trasforma in ossessione, per poi degenerare in una psicosi collettiva. David è inseguito da agenti incaricati di neutralizzare la minaccia mutante. Questa diversità è vista come un pericolo per l’umanità stessa, che non può permettersi di non essere più la razza dominante.  Ma questa è solo una delle tematiche affrontate. Altrettanto importante è la  percezione della malattia mentale. Durante la visione non potrà sfuggire la condizione dei “disturbati”, visti come reietti della società, , invece che come persone da aiutare. E questa condizione non può che portare una persona malata ad essere un mostro. Ed è forse questo il messaggio più importante di Legion, non vedere chi è affetto da disturbi mentali come un peccatore, ma come una persona normale con una malattia da curare.

Tra i tanti altri temi affrontati spicca quello della repressione e del bilanciamento tra diritti e prevenzione. I mutanti e gli umani si trovano ad affrontare spesso situazioni difficili, chiedendosi se sia più importante rispettare le persone e i loro diritti, o evitare danni potenzialmente irreparabili, arrivando a scelte molto discutibili dal punto di vista etico e giuridico. E’ un tema già affrontato da tantissime opere, specialmente nel campo della fantascienza, ma che in questa sede, proprio perché portato all’estremo dalle capacità del protagonista, riesce a colpire molto più in profondità e ad essere meglio analizzato.

Come ho avuto modo di sottolineare più volte, Legion non è qualcosa da guardare a cuor leggero, per rilassarsi. Va seguito attentamente, analizzato, tenendo conto che più volt diventa impossibile tenere il filo della storia. Spesso la visione può anche risultare frustrante, ma sicuramente vale la pena guardare questo prodotto, più unico che raro nel panorama attuale delle serie tv.

Sono appassionato di cinema, letteratura e politica. In poche parole non mi piace uscire ma detto così pareva meno brutto.

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