Superman Red Son

in Appunti letterari di

Nell’universo Marvel e Dc possiamo contare centinaia di supereroi, ma il primo (O quanto meno uno dei primi) che viene alla mente di tutti se si parla di eroi in calzamaglia è Superman (Nembo Kid per i più vecchietti). E’ lui il simbolo del mondo degli eroi dei fumetti. Ed è anche uno dei più grandi simboli dell’intrattenimento made in USA. I suoi poteri sono illimitati (in quasi tutte le versioni), la sua intelligenza anche, la sua bontà, insieme alla kriptonite, è l’unico deterrente per la sua forza. Nascosto in un’astronave dai suoi genitori, alieni di Kripton, atterrato nei campi dell’Arkansas, cresciuto tra le cure dei coniugi Kent, diventerà, crescendo, uno dei pilastri della libertà e della sicurezza del popolo americano e mondiale.

Deve essere stato piuttosto strano, per i piani alti della DC, ricevere il progetto nel quale, cambiando un solo particolare nelle origini dell’eroe, venne stravolta tutta la storia. L’idea è semplice quanto rivoluzionaria. L’atterraggio dell’astronave con dentro il piccolo alieno avviene in Ucraina, non in Arkansas.

E’ necessario fare una piccola parentesi preventiva sull’ideatore di questa saga: Millar. Ex sindacalista e giornalista, iniziò come fumettista indipendente, lavorò poi per la DC e per la Marvel, lasciandole entrambe per dedicarsi completamente alla sua casa di produzione. Per la DC ha firmato una serie di storie per Flash, Superman, Swamp Thing, Justice League e Authority. Famoso per essere sempre andato molto controcorrente rispetto agli standard aziendali, lasciò questa casa poco prima della pubblicazione di Red Son a causa delle continue censure alle sue storie. Per la Marvel ha creato gli Ultimates, la versione politicamente scorretta dei vendicatori (Quella con Thor no-global e Hulk maniaco sessuale) e ha firmato uno dei più grandi crossover della storia fumettistica, Civil War. Per la sua casa produttrice ha creato quel piccolo capolavoro che è Kick-Ass. Nelle sue opere è da sempre presente un forte richiamo alle situazioni politiche attuali, e i suoi fumetti non sono stati esenti da critiche proprio per questa sua tendenza.

Red-Son doveva essere probabilmente una dichiarazione d’intenti. In questa versione il nostro alieno diventa il supereroe del proletariato, assistendo Stalin fino alla sua morte, e poi continuando a lavorare a fianco dei suoi successori, lottando contro i mostri creati da Lex Luthor, difensore dell’America, alleato di Kennedy (e di sua moglie Marilyn), e scienziato pazzo, ossessionato dalla sconfitta di Superman.

Il protagonista è quello che conosciamo tutti. L’essere più potente ed intelligente della terra, eppure dotato di infinita bontà. Aiuta la rivoluzione senza però uccidere nessuno (coerentemente con la visione che abbiamo del personaggio), preferendo l’uso del suo cervello a quello dei muscoli (e dei raggi laser).  L’elemento che più viene accentato è il perenne conflitto tra la bontà dell’alieno e la sua onnipotenza. Come negli albi classici anche qui Superman cerca sempre di bilanciare il suo uso dei poteri con l’esigenza di rispettare il libero arbitrio umano e la sua ferrea morale. Sembra quasi che l’unico a non essere cambiato dalla situazione sia proprio il supereroe stesso che, a differenza degli altri personaggi tipici della mitologia DC (Wonder Woman, Batman ed una particolarissima Lanterna verde, oltre che l’immancabile Lois Laine) non subisce variazioni di sorta nel carattere, nella morale o nei modi di fare.

Ovviamente non siamo davanti ad un’opera perfetta, né ad un must have dei fumetti, ma sicuramente potrebbe essere una lettura diversa per gli amanti dei supereroi e un ottimo modo per avvicinarsi (o riscoprire) un mondo fantastico, capace di intrattenere ma, allo stesso tempo, di creare un universo distopico (o utopico) degno del miglior K. Dick.

Sono appassionato di cinema, letteratura e politica. In poche parole non mi piace uscire ma detto così pareva meno brutto.

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