L’ambientalismo da salotto e la collusione condonista

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La strategia utilizzata finora dai pentastellati al governo è stata quella di fare i sordociechi; non vedere, non commentare l’alleato leghista; mistificare, simulare problemi di vario genere (lèggi “manina”) per moltiplicare i piani della realtà[1]: quel che prima chiamavano condono fiscale si è ora sdoppiato in condono fiscale e pace fiscale; la differenza è solo quantitativa, non qualitativa, come dire che giocarsi 20 euro, invece che la casa intera, a poker non equivale a gioco d’azzardo.

Così un’altra trovata filosofico-costruttivista del governo è stata quella di sdoppiare pure il concetto di condono edilizio: da una parte il condono edilizio, dall’altra la parificazione delle procedure per il condono.

Pare abbastanza chiaro che non si possa accusare il M5S di aver prodotto un condono edilizio, nel primo dei due sensi, all’interno del decreto Genova.

Dentro quel decreto, ci sono regolamenti catastrofici sui limiti delle diossine e degli inquinanti nei fanghi per agricoltura, ci sono pochissimi fondi, peraltro stornati da un fondo per l’Abruzzo, ma, dopo i vari condoni edilizi passati, fino a quello del 2003 (per chi se lo chiedesse, no, Renzi non ha mai fatto un condono edilizio), non ci sarà un nuovo condono ad Ischia. L’unica differenza portata dal decreto Genova è che, per tutte le richieste pendenti di condono, si procederà ai sensi del condono targato DC e PSI del 1985.

Nel 1985 non esistevano ancora delle norme antisismiche, anzi: norme davvero efficaci sono state messe in vigore solo dopo il terremoto dell’Aquila; dopo un quarto di secolo.

L’ambientalismo da salotto additato da Salvini come causa delle tragedie ambientali di questi giorni (curioso che il governo attuale trovi all’istante i colpevoli di qualsiasi evento, la fine di ogni giallo) è davvero un nemico, e temo rimarrà ancora per molto in certi ambienti liberal.

Ora, il problema italiano mi pare più legato alla mancanza totale di ambientalismo; quando Conte dice “la tutela delle vite umane viene prima dei vincoli ambientali” si scorda che la prima dipende anche dai secondi; che sono la mancanza di tutela ambientale, i “malefici” del consumo di suolo, l’inquinamento delle città, la cementificazione selvaggia e la mancanza di regole e controlli certi, uniti alla strafottenza di buona parte dell’industria e del popolo italiano a produrre morti, dissesti e tragedie.

Che i morti per il terremoto derivino dalla mancata adeguazione sismica e che lo spopolamento delle montagne abbia causato l’abbandono di buona parte del territorio italiano; e che dire del dissesto, quando si impermeabilizza quasi l’8% del territorio nazionale[2]?

È vero, l’ambientalismo da salotto proclama e non fa; si accontenta di uno status quo pubblicizzato come “magnifiche sorti e progressive” della tutela, ossia quello che fa il PD da un bel po’[3]. Ci vorrebbe un vero ambientalismo, radicale nei fatti, radicato nel territorio; di quelli che coinvolge le persone come parte dell’ambiente, in cui si mostra che la tutela ambientale è il futuro del Paese.

Spero che Salvini intendesse questo, e non un favore ai costruttori edili o una patetica imitazione del suo mito Bolsonaro, che in Brasile vuole distruggere la foresta amazzonica. Nel tal caso le sue ambizioni porterebbero ad una cocente invidia penis, perché in certe zone d’Italia, come a Genova per l’appunto, spazio per devastare l’ambiente non ce n’è più.

In verità: oltre all’ambientalismo da salotto, bisogna combattere la collusione condonista.

 


[1] Ricordiamocelo: entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem; qui la necessità è di salvarsi la faccia.

[2] Era 2,7% negli anni ’50. Veneto e Lombardia superano il 12% e puntano al 13%.

[3] Renzi si è vantato spesso del suo piano urbanistico a volumi zero, che a volumi zero non era. Zingaretti vuole in tutti i modi asfaltare i parchi naturali del Lazio per costruire le sue autostrade.

1 Comment

  1. Una delle 5 stelle dell’omonimo movimento era “Ambiente”; ma ora quelle stelle sono molto, ma molto, più VAGHE delle stelle dell’orsa delle ricordanze leopardiane

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