Il M5S ha un problema con la disinformazione

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La disinformazione viene definita come “carenza o grave inesattezza dell’informazione, spesso dovuta a una precisa volontà fuorviante”. In questi anni abbiamo assistito ad una forte crescita in questo tipo di “inesattezze”, in particolare sui social. Oggi vediamo fomentare questo fenomeno degli stessi partiti di governo. Il M5S è stato accusato diverse volte in passato di fare disinformazione su internet ma, nelle ultime settimane, probabilmente per contrastare le critiche che arrivano da più direzioni, il vizio sembra essersi intensificato.

Il primo forse più eclatante caso è il video pubblicato dalla pagina ufficiale del M5S al Parlamento europeo di un’intervista alla CNBC di Jeroen Dijsselbloem, ex ministro Olandese ed ex Presidente dell’Eurogruppo. Nel video pubblicato si apprende che, nel corso dell’intervista, Dijsselbloem non solo avrebbe invitato i mercati a lanciare un attacco alle finanze italiane, ma che abbia pure suggerito a Draghi e alla BCE di far salire lo spread per far fallire le banche del nostro paese. La traduzione dell’intervista si è però rivelata falsa. Basta guardare il video originale per capire che l’ex ministro olandese fa nessuna delle affermazioni riportate nel video pubblicato dal M5S.

Questo non è un caso isolato. Lo scorso 17 ottobre il senatore 5 stelle Gianluigi Paragone aveva pubblicato un grafico dove accusava i Tg Rai di aver dedicato a M5S e Lega poco più di 10 ore nel mese di settembre, mentre a Partito Democratico e Forza Italia lo spazio dato sarebbe stato superiore alle 27 ore. Analizzando i dati di Agcom si scova però un dettaglio non insignificante: nello stesso periodo i Tg Rai avrebbero dedicato a Presidente del Consiglio e membri del governo oltre 60 ore di copertura.

Passando invece a temi più complessi, sulle pagine di vari esponenti cinque stelle è stata pubblicata una tabella che riportava il deficit a partire dal 2008 di Portogallo, Spagna, Francia e Italia. Il messaggio che viene suggerito è che all’Italia viene riservato un trattamento ingiusto rispetto agli altri paesi europei, visto che il nostro paese sarebbe apparentemente stato più ‘ligio’ ai parametri sulla spesa pubblica. Si omettono però alcuni importanti particolari: il rapporto deficit/Pil ‘permesso’ viene stabilito in base alla condizione ciclica dell’economia e all’output gap, ovvero la differenza tra Pil effettivo e potenziale. Inoltre, l’Italia ha un rapporto debito/Pil decisamente superiore a tutti i paesi riportati nella tabella. Ciò significa che le altre nazioni possono permettersi un deficit maggiore che il nostro paese. Di infografiche simili ne sono state postate diverse nelle ultime settimane, tutte presentano errori o imprecisioni.

Un ulteriore caso è quello del condono di Ischia. Il Movimento 5 Stelle ha in queste settimane ripetutamente negato che il provvedimento su Ischia contenga un condono edilizio, tuttavia la realtà sembra un’altra. Infatti, secondo il fact-cheking di Agi, il decreto effettivamente produrrebbe un nuovo condono, perché permetterebbe di sanare abusi altrimenti insanabili.

Infine, un’altra questione su cui il M5S costantemente fa disinformazione è sui risultati dell’attuale governo. A settembre ad esempio il Ministro Toninelli si intestava il merito dell’introduzione dei nuovi treni regionali, che erano però stati commissionati dal precedente Ministro dei Trasporti Del Rio. Una ‘svista’ simile era capitata a Di Maio, che tornando da un viaggio in Cina sbandierava un nuovo accordo per l’esportazione delle arance siciliane, che in realtà era stato raggiunto nel gennaio scorso.

La lista delle notizie false o manipolate dal Movimento 5 Stelle potrebbe andare avanti a lungo. Contrastare una disinformazione deliberata non è una cosa semplice. Diverse testate giornalistiche online, spesso si dedicano al fact-checking delle affermazioni o dichiarazioni di esponenti politici. Purtroppo, il pubblico che riesce a rendersi conto se una dichiarazione è falsa o meno sembra piuttosto ridotto. È quindi sempre più compito dei giornalisti sottolineare le incoerenze e le affermazioni false fatte da esponenti politici, ne va della salute della nostra democrazia.

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